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S. Valentino Torio: scandalo politica & affari nello Jamm Jamm, il Tar boccia il Comune | Le foto

07 Aprile 2016 Author :  

Operazione Jamm Jamm: oltre alla vicenda giudiziaria, c'è anche quella amministrativa che dipinge una dimensione molto particolare a proposito della gestione abusivismo a San Valentino Torio. Si paventa il rischio crac finanziario per palazzo Formosa per danni da oltre 300mila euro e nel mirino finiscono anche i collaboratori del sindaco Michele Strianese. Martedì il Tar di Salerno ha sospeso l'ordinanza di demolizione emessa dallo sportello Suap dell'Ente dello scorso novembre che ordinava ad uno dei proprietari dell'immobile di via Zeccagnuolo, Andrea Strianese, di abbattere le strutture non a norma realizzate in quell'area. Ma, a dire il vero, Strianese con quelle opere non c'entra proprio nulla. Infatti nel 2008, approfittando del proprietario originario, ovvero una persona anziana, il locale era stato dato in affitto a Antonio Contaldo. O' caccaviello, sedicente dottore che – secondo quanto emerso nell'inchiesta dei giorni scorsi – gestiva un giro di scommesse clandestine e di re-investimenti nelle società fittizie a capo del locale Jamm Jamm, aveva iniziato proprio lui i lavori e realizzato con la società che coordinava il locale, quegli abusi. La struttura originaria era ben altra cosa rispetto a quella che era diventata nel 2010 quando il proprietario, non riceveva oramai più l'affitto da troppo e aveva denunciato gli abusi nello Jamm Jamm di via Zeccagnuolo. Da quel momento per lui sono iniziati i guai anche con l'amministrazione che era rimasta totalmente indifferente a questa vicenda fino a che la pila di denunce penali e amministrative aveva raggiunto l'altezza di un collinetta e quindi era scattata la chiusura definitiva del locale nel 2014.

PARLA IL PROPRIETARIO DELLA STRUTTURA - A distanza di un anno e mezzo, nei mesi scorsi era arrivato poi il diktat dell'Ente: “Oltre al danno anche la beffa: mi chiedo come mai l'amministrazione solo ora abbia fatto emettere al Suap – che non è nemmeno autorizzato a farlo – un ordine di demolizione su opere parziali, quando nel corso delle mie denunce non hanno mai mosso un dito? Da dove arriva tutta questa fretta?” continua Strianese. Al Comune di San Valentino Torio infatti, nei mesi scorsi, dalla Procura di Nocera Inferiore e dalla Regione sono arrivate circa 50 raccomandate in cui si chiedeva all'ente un chiarimento circa la lunga lista di immobili da abbattere e per cui non erano mai partite le ruspe. Eppure sono state emesse solo tre ordinanze dall'ente. Tra loro lo Jamm Jamm. Ma le altre opere? Si trattava di tutte quelle case e strutture finite poi nell'inchiesta “licenze facili” e abusivopoli in cui finirono sotto inchiesta 38 persone tra cui l'ex sindaco Felice Luminello e alcuni funzionari e dirigenti comunali. “Quando sono andato a prendere le carte nell'ufficio Suap, a fornirmi i documenti c'era la staffista del sindaco Michele Strianese Giuseppina Miranda, figlia di Andrea Miranda. Lo stesso Miranda che per un periodo era stato a capo di una delle società dello Jamm Jamm e che mi aveva quindi creato quello stesso problema. Davvero un paradosso” spiega Strianese “Io sono stato doppiamente beffato: in passato da queste società che hanno danneggiato il mio terreno ed ora anche dal Comune che mi chiede l'abbattimento improvviso e anche illegittimo. Addirittura trovarmi queste persone nello staff. Io chiederò i danni e chi ha sbagliato pagherà”. Il rischio danno erariale è altissimo: si parla di oltre 300mila euro. 

ANDREA MIRANDA, IL COMMERCIALISTA E I RAPPORTI CON CONTALDO E IL COMUNE - Non è un politico, non è un imprenditore. Andrea Miranda viene conosciuto a San Valentino Torio prima di tutto come un commercialista ma per chi vive fuori dalla piccola città dell'Agro, è innanzitutto “uno degli indagati”. C'è il suo nome nell'inchiesta Jamm Jamm: lui e suo figlio Angelo (anche lui indagato) erano intestatari di alcune società che facevano capo a Contaldo & Co per gestire soldi e potere dell'affaire scommesse illegali. La stessa Giuseppina Miranda spesso si vedeva intenta a “dare una mano” al bar. C'era il suo nome nell'inchiesta-scandalo sulle licenze facili con cui furono aperti un supermercato, realizzati impianti fotovoltaici e numerosi appartamenti con la complicità di tecnici e politici negli ultimi 5 e più anni. C'era il suo nome nel caso della Cooperativa edilizia Iniziativa 81: quelle palazzine per cui gestiva assegni e contanti senza averne né titoli né proprietà di fatto. C'era il suo cognome anche in campagna elettorale: dopo aver sostenuto Felice Luminello, Miranda si era schierato con Michele Strianese candidando sua figlia Giuseppina Miranda che qualche mese dopo è diventata staffista del sindaco. Una nomina diretta fatta da Strianese per la 31enne nel suo staff per un compenso di poco superiore ai cinquecento euro. Un incarico che l'opposizione ha definito illegittimo ed esoso – come per tutto lo staff – per un piccolo comune come San Valentino Torio. Intanto, per il proprietario della struttura di Via Zeccagnuolo, Andrea Strianese, il paradosso di vedere nelle stanze dove aspettava tutele, gli stessi “occupanti” della proprietà della sua famiglia.

 

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