Tra abusi ed illeciti, in via Zeccagnuolo a San Valentino Torio, con la sua piscina e le sue serate mondane, sorgeva il Jamm Jamm Club. Il simbolo della ricchezza dei Contaldo. I "caccaviello" stavano diventando milionari di giorno in giorno ed in pochi anni avevano creato un vero e proprio impero. Ora restava da capire in che modo andavano utilizzati questi soldi: da questa domanda scappano anche altri reati contestati ai Contaldo ed ai loro sodali per la creazione di società intestate a dei prestanome. È questo il caso dello Jamm Jamm Music Club con sede legale a Pagani ma di fatto operativa in via Zeccagnuolo a San Valentino Torio. La società inizialmente era proprio di Vincenzo Contaldo ma successivamente fu trasferita proprio per cercare di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale e quindi favorire il riciclaggio di proventi di attività illecite. In questo scenario i fratelli Contaldo, con fare camorristico vessavano gli altri soci e li costringevano ad “entrare” oppure “uscire” dalle società vantando anche la loro parentela con il “camorrista” Vincenzo Contaldo. Di fatto erano loro i proprietari. La genesi della società Jamm Jamm avviene nel 2008 quando Antonio Contaldo attribuiva la titolarità della quota del 33% al figlio Vincenzo Contaldo insieme a Pasquale Vastola e Veronica Romano. Nel 2010 nella società entro anche Antonella Palmieri insieme ad Alfonso Tortora. Nel corso degli anni sono si continuavano a cambiare di volta in volta fino a che nel 2013 non viene creata la Società One Service Group di San Valentino Torio chatta tra Antonio Contaldo insieme ad Andrea Miranda, Rosa Arpino (moglie di Pasquale Romano), Elvira Cardenuto ( convivente di Luigi Tortora) ed aveva come amministratrice unica Anna Maria Contaldo figlia di Antonio. alla fine di rocamboleschi giri verso il pagina intestata a Francesco Palumbo è tutto perché il nome di Antonio Contaldo deve sparire dalle carte. La cifra percepita per “gestire fittiziamente” la società era di 2mila euro al mese. Solo per una firma. Ma quando erano iniziati i malumori tra soci, ex soci e titolari allora le acque si erano agitate ed è nata l'inchiesta che porta il nome del locale oramai chiuso da due anni. Infatti nel 2013 era stata consegnata l'ennesima – ma stavolta definitiva – denuncia ai carabinieri di San Valentino Torio per gli abusi commessi nella struttura di via Zeccagnuolo e, mano a mano, era emerso anche lo scenario “abusivo” dello stabile. Infatti, l'ex disco bar era uno degli immobili finiti nello scandalo abusivopoli del comune di San Valentino Torio: i permessi facili, gli occhi chiusi dei comunali e dei vigili denunciati nell'inchiesta in cui furono coinvolti in 39 oltre all'ex sindaco Felice Luminello e i tecnici comunali. In quella giungla di permessi e abusi “dimenticati” al comune, c'era anche lo stabile dove era stato realizzato lo Jamm Jamm Club. Una faida familiare tra i proprietari del vecchio fabbricato aveva fatto emergere qualche dubbio sulla realizzazione del bar ma, poi, il lavoro della Finanza ha svelato la vera natura della “discoteca” e tutti i segreti e gli amici “politici” e militari dei Contaldo & Co.
Leggi tutto sul Blitz e sul sistema dei Contaldo & Co (coinvolti anche due militari)


