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Operazione Big Boat: il sistema criminale in tutta Italia | I DETTAGLI

27 Aprile 2016 Author :  

NOCERA INFERIORE. Sgominate tre bande che si sono appropriate indebitamente di merci per oltre 10milioni di euro. Il gruppi capitanati dal torrese, anche se residente a Milano, Gaetano Vezzi, e dal poggiomarinese Umberto Guadagno, avrebbero messo a segno oltre 100 truffe o appropriazioni indebite, portando via alle aziende che si erano affidate alel loro ditte di tarsporto (talvolta fittizie, altre volte clonate da quelle realmente operanti nel settore) per consegnare carichi che non arriveranno mai  a destinanzione.
Ieri mattina, gli agenti delle questure di Salerno, Napoli e Milano, e i carabinieri del comando provinciale salernitano hanno eseguito 39 ordinanze cautelari a carico di altrettanti indagati, tra i 76 che conta questa tranche dell’operazione, diretta dal pm Giuseppe Cacciapuoti.
L’operazione convenzionalmente è stata denominata “Big Boat”, la grande nave, da un’espressione che gli indagati avevano utilizzato a telefono per definire l’arrivo di un carico lucroso.  Il Gip di Nocera Inferiore, Alfonso Scermino, ha ordinato che in quattro finissero in carcere, 23 agli arresti domiciliari, nove obbligo di dimora e tre alla presentazione alla polizia giudiziaria. nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti appartenenti, a vario titolo, ad un’associazione per delinquere operante sull’intero territorio nazionale, dedita alla commissione di truffe, falsi, ricettazione ed appropriazione indebita.
La misura cautelare prende le mosse da due indagini, una della sezione di polizia giudiziaria presso la procura nocerina, retta dal ispettore Senise, e un’altra da un’inchiesta dei carabinier. L’attività investigativa ha consentito di redigere un’elaborazione definitiva a cura della sezione di polizia giudiziaria – aliquota polizia di Stato presso la Procura di Nocera Inferiore, docuemntando l’esistenza di un’articolata associazione per delinquee che in nome e per conto di una ditta di autotrasporti con sede legale fittizia a Milano, otteneva da diverse società di autotrasporti del nord Italia l’affidamento di carichi di merce, fornendo false referenze, documenti di circolazione falsificati e polizze assicurative presentate a garanzia dei trasporti da effettuare alterate, impossessandosi così della merce che poi rivendevano a ricettatori sia settentrionali sia meridionali, in questo caso erano la maggior parte.
Merce che veniva rivenduta a neroe  aprezzi bassissimi, finendo in negozi che praticavano sconti e quindi facendo concorrenza sleale.
Vittima imprese sul territorio nazionale, europeo ed anche extra europeo, hanno subito nel tempo danni stimabili in una decina di milioni di euro. Gli uomini del vicquestiore Niglio e del maggiore Gennaro Iervolino, durante il corso delle indagini, avevano già  arrestato uno degli indagati, avevano individuato e sottoposti a sequestro 17 carichi di merce rubata e 2 depositi ubicati a Sarno e uno a Poggiomarino, dove è stata recuperata merce provento di reato per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro; erano stati documentati diverse appropriazioni indebite di merce, per un valore di circa 500.000 euro.
Il gip ha anche ordinato il sequestro preventivo di 16 trattori stradali e 21 semirimorchi, veicoli attraverso i quali venivano materialmente perpetrati i reati contestati. 

 

GLI ARRESTI - Agli arresti in carcere sono andati:  il quarantunenne un bel guadagno di poggio Marino il 46 enne quarantacinquenne Gaetano Vezzzi di Torre Annunziata (anche se residente a Tribiano in provincia di Milano); io la cinquantatreenne il vira Juliano di pagani e il sessantunenne Giovanni Sasso (di Ercolano anche se residente a Saviano); .
Ai domiciliare finiti i residenti nella provincia di Salerno: il48enne Pietro Napolano di Pagani;  il quarantaduenne Luigi Buonaiuto, il 37enne Raffaele Guadagno e il 33enne Luigi Guadagno di Sarno; e il49enne Salvatore Terracciano di Angri e il 42enne Gennaro Caldieri di San Valentino Torio..
Stessa sorte per gli indagati della provincia di Napoli:  la 52enne Rosa Palumbo (residente a Capriata San Gervasio),il 31enne Salvatore Montemurro e il 28enne Bernardino Verdezza di Torre Annunziata; il 49enne Aldo Vanese, il 35enne Giuseppe Nappo e il 38enne Domenico Oriundodi San Giuseppe Vesuviano; il 44enne Gerardo Abbruzzese e 64enne Vittorio Vitiello di Trecase; Il Quarantenne Vincenzo Quartuccio, il 48enne Giuseppe Spiga e il 42enne Domenico Viola di Poggiomarino; il 71enne Felice Romano di Ottaviano; il 51enne Domenico Magliozzi (nato a Sant’Antonio Abate e residente a Gragnano); il 53enne Pietro Monteleone di Palma Campania;. Ugualmente ai domiciliari è stato destinato il 44enne Giuseppe D’Aleo, originario di Mazara del Vallo e residente a Montevarchi in provincia di Arezzo.
Obbligo di dimora nel comune di residenza per il 44enne Luigi Nappo, il 52enne Angelo Raffaele Aliberti e il 46enne Severino Fiore di Poggiomarino; il 49enne Antonio Attanasio di Torre Annunziata; il 44enne Fabrizio Vassallo di Giffoni Valle Piana; il 40enne Francesco Vitolo di San Valentino Torioil 68enne Antonio Sorvillo di Mondragone; e il 46enne Pasquale Barone e il 48enne Raffaele Rummo di Napol.
All’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria la 31enne Rosalba Auletta e il 51enne Carlo Cafiero di Torre Annunziata, e la 39enne Anna Di Donato di Poggiomarino.
Sono 37 i mezzi da sequestrare di cui 13 trattori (i camion che trainano il carico) e 24 semirimorchi.

GLI INDAGATI - Sono 41 le persone finite sotto inchiesta ma non raggiunte da misure cautelari. Della provincia di Salerno, sono in 15, mentre della provincia di Napoli, sono 25. Di fuori regione è una sola persona, una donna che intrattiene una relazione con un uomo di Torre Annunziata.
Nel salernitano abitano: Umberto Adiletta, 44enne di Sarno; la 29enne Daniela Falcone di Roccapiemonte; il 36enne Giuseppe Federico, il 33enne Alberto Fontana, il 50enne Giuseppe Mandile, la 29enne Maria Giovanna Meligeni di Scafati; il 71enne Adriano Pannullo di Mercato San Severino; il 26enne Enzo Sorvillo di San Valentino Torio; il 44enne Renato Belluno, la 33enne Gerarda Giordano detta Franca, il 47enne Massimo Fortino e il 46enne Carlo Nappo di Pagani; il 31enne Giovanni Chiavazzo, il 58enne Giuseppe Chiavazzo e il 50enne Aldo Cicalese di Angri.
Del napoletano sono: Antonio Abate, 67enne, di Villaricca; il 56enne Francesco Mascolo, il 36enne Gennaro Piccolo e la 36enne Maria Rosaria Sorrentino di Boscoreale; il 64enne Vittorio Vitiello di Trecase; il 44enne Massimo Zarrelli di Napoli città; il 31enne Giuseppe Aliberti, la 39enne Anna Di Donato e il 69enne Antonio Nicola Guadagno di Poggiomarino; il 70enne Francesco Paolo Antonio Alviani, il 49enne Antonio Attanasio, il 61enne Carlo Caiazzo, il 47enne Francesco Izzo, il 31enne Patrizio Lettera, il 46enne Luigi Spano di Torre Annunziata; il 56enne Antonio Carbone, il 31enne Marino Carbone, il 34enne Luigi Carbone, il 52enne Angelo Casalino, il 65enne Carmine Sepe e la 31enne Michela Sepe di Palma Campania; il 38enne Saverio Del Giudice, il 36enne Carmine Molaro e la 38enne Francesca Odierna di San Giuseppe Vesuviano.
Di fuori regione è invece Maria Neve Alcamone, 44enne nata a Milano ma residente a Triviano, compagna del torrese Gaetano Vezzi, anch’egli residente nel comune dell’hinterland meneghino.
Tra gli indagati c’è anche il minore M. V. accusato di far parte di due delle tre associazioni per delinquere finalizzate alla truffa e all’appropriazione indebita di carichi di merce loro affidati da ignare ditte per il trasporto in Italia e all’estero, ai camion delle società truffaldine.

DALLE BANANE AI MOBILI, AI CAVI ED AI PANETTONI - Si appropriavano di tutto ciò che era possibile. Cerchioni per auto, polveri di ferro, bobine di carta, panettoni, Coca cola, banane, rasaerba e trattorini, lavoratio di legno, giocattolim della Giochi preziosi,derarte alimentari, perlite, detersiv cavi, batterie, bancali di birra Corona, prodotti per l’edilizia, vini, prodotti ittici, ceramiche, piante da frutto, pomodori in scatola, tubi in acciaio, arredi per nave, bibite, pradotti alimentari scatolati e per l’igiene intima, tavoglioli di carta, vernici, surgelati, acciaio, placchette per freni, scale in alluminio, metri su rotolo, parti elettroniche, prodotto chimici, elettrodomestici, vasi e bottiglie in vetro, parmiggiano regiano, farina.

ATTIVE PIU' RETI DI RICETTATORI - Le tre gang potevano contare su più ricettatori. vere e proprie reti che assicuravano l’appoggio e ricerca degli acquirenti ai vendere la merce a nero. Tra i recetatori individuati, il Gip ritienre siano anche Aldo Vanese, Luigi Buonaiuto, Giuseppe Nappo, Gerardo Abbruzzese, Vincenzo Quartuccio e Felice Romano.

 «UN DANNO DURISSIMO ALL’IMMAGINE DELLE DITTE SERIE CHE OPERANO IN CAMPANIA» - «Un danno enorme soprattutto per le immagine del le aziende serie che operano nel settore nell’Agro nocerino e in generale in Campania». E’ stato particolarmente duro il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti che ha diretto le indagini, ormai le ennesime, in questo settore. Il danno è per le aziende in generale. Molti imprenditori del nord temono ad affidare  il loro carico a imprese di trasporti dell’area campana per timore di queste truffe o delle appropriazioni indebite. Purtroppo le aziende  raggirate sono un centinaio e in diversi settori merceologici. E molte delle imprese truffaldine operano anche con filiali o società autonome nel Nord Italia. A questo punto, alcuni imprenditori, specie quelli che hanno rischiato di fallire ,hanno scelto trasporatori stranieri che darebbero maggiore sicurezza. Una decisione immotivata, altesa l’alta qualità di chi opera in Campania. Il pm  Cacciapuoti ha invitato a contattare telefonicamente i numeri che le aziende rendono pubbliche (sito aziendale, Pagine Bianche o ggalle ed altri) per evitare le clonazioni

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