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Registro tumori, i motivi dei ritardi. Intervista al direttore dell'Asl Salerno

04 Giugno 2016 Author :  

I Registri tumori sono banche dati che raccolgono informazioni sui malati di neoplasie residenti in un dato territorio, utili per monitorare l’andamento della patologia oncologica e rivelarsi strumento primario per studi e ricerche, per valutare l'eventuale impatto di fattori sociali o ambientali e valutare l'efficacia dei programmi di prevenzione e screening. Le informazioni raccolte in tali registri provengono dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (Sdo), dagli archivi di anatomia e citologia patologica, dalle cartelle cliniche e dai certificati di morte. Metà della popolazione italiana rientra nei Registri tumori, in Campania ne esistono tre: Salerno, Napoli e Caserta, ma nel giro di pochi anni sarà ‘schedata’ l’intera regione.

Il Registro tumori di Salerno è stato istituito nel 1996 ma, in linea con gli altri registri di tutta Italia, lamenta un certo ritardo nella raccolta dati. Una pecca che non riguarda solo il Sud o la Campania, visto che concerne tutti i registri della penisola. Una volta tanto il Mezzogiorno non rappresenta il fanalino di coda, sebbene la prevenzione sia più diffusa al Nord, però contro il male del secolo non si possono ammettere ritardi ed è quindi il momento di rimboccarsi le maniche.

A spiegare il motivo di tali ritardi è la dott.ssa Anna Luisa Caiazzo, direttore sanitario dell’Asl Salerno e Responsabile Ufficio Registro Tumori di Salerno.

“L’ultima pubblicazione risale al 2013 e comprende i dati 2008-2009. Poi il Registro tumori è passato dalla Provincia alla Asl perché così è previsto dai decreti regionali, quindi sono passate le competenze. Io mi sono insediata a fine 2014 per poter compiere sia il passaggio che gli atti successivi. Adesso il Registro Tumori è inserito nella rete regionale, è stato fatto un decreto regionale che prevede un registro in ogni Asl, quindi abbiamo avuto un software regionale nell’aprile del 2015”.

Cosa rallenta l’acquisizione dei flussi informativi?

I flussi si dividono in principali e secondari. I primi sono le SDO (Schede di dimissione ospedaliera) che vengono fornite dall’Arsan e stiamo lavorando sul 2010-2011-2012. Poi c’è un flusso dei referti di anatomia patologica, anche in questo caso c’è una banca dati regionale, e poi i registri di mortalità. I flussi accessori sono quelli delle esenzioni ticket, della specialistica ambulatoriale (ad es. quelli che fanno radioterapia).
E’ un lavoro abbasta complesso in quanto richiede anche l’acquisizione di cartelle cliniche: il registro è accreditato, richiede di avere una serie di informazioni che bisogna incrociare anche con i dati delle altre regioni. Noi abbiamo un 20% di migrazione sanitaria. In questo momento stiamo acquisendo tutte le cartelle cliniche, da Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio… Dobbiamo avere i dati di tutte le persone che sono residenti nell’intera provincia di Salerno, poi l’anagrafe sanitaria, l’anagrafe comunale, perché dobbiamo sapere anche quante persone sono in vita per registrare i dati di sopravvivenza.

L’Asl Salerno come si sta muovendo in merito?

Ci vuole l’import dei flussi, poi ci vogliono persone che codificano, quindi ho dei dirigenti medici dedicati a questa attività, ci vogliono i rapporti con tutte le case di cura private. Qualsiasi registro che viene preso in considerazione è allineato su questi anni. Ma noi ci abbiamo messo pure dell’impegno. Al momento in cui abbiamo potenziato la struttura ho spostato qui a Nocera Inferiore la sede del Registro Tumori dell’Asl Salerno, ho delle postazioni periferiche che lavorano via internet, siamo quasi a 8 persone. Penso che risolveremo in tempi brevi, ma tutto dipende dal fatto di dover ricevere tutte le cartelle cliniche richieste perché non possiamo dare un dato e accreditarlo se non è completo.

Entro quanto tempo verrà aggiornato il Registro?

Grazie alla collaborazione con l’Airtum speriamo di completare i dati del 2010 per il prossimo autunno in modo da avere un primo quadro. Nell’arco di un biennio si possono coprire i dati dei due anni precedenti. Ad esempio i dati della mortalità risalgono al 2014 ed è completa, mentre per il Registro Tumori dipende tutto dalla ricezione dei flussi… Il dato interessante è che aumenta la sopravvivenza: il 50% dei tumori si verifica dopo i 50 anni. Con il miglioramento delle terapie buona parte dei malati guarisce. Poi c’è la scelta individuale: bisogna fare lo screening, se non ci sottoponiamo alla colonscopia, alla mammografia, al pap-test… se abbiamo una vita sedentaria o soffriamo di obesità è ovvio che al Sud la mortalità è maggiore rispetto al Nord: le popolazioni del Sud su questo sono in ritardo, non solo per un problema sanitario, quanto per una concezione culturale diversa.

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