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Salerno. Carte fasulle per fare il direttore, a processo il "Numero Uno" del Ruggi

20 Febbraio 2017 Author :  

Documenti fasulli, a processo il dg del Ruggi. Nicola Cantone, direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, è stato rinviato a giudizio. La notizia è stata pubblicata ieri, nell’edizione napoletana, dal quotidiano “la Repubblica”. A Cantone viene contestato di aver esibito un documento che la magistratura ritiene sia falso. E lo avrebbe fatto per riuscire ad entrare nell’elenco degli aspiranti manager di strutture ospedaliere. L’inchiesta non è recente, ma la svolta volta c’è stata nelle ultime settimane: Cantone è stato rinviato a giudizio a causa di un documento – indispensabile per diventare direttore generale – in cui sarebbe stato attestato che avrebbe svolto un incarico di direttore in una clinica privata per cinque anni, ruolo che secondo gli inquirenti non avrebbe mai svolto. Una convinzione che si basa sull’analisi delle date: il documento fu depositato negli uffici dell’Asl Napoli 2 Nord (quella di Pozzuoli) il 15 dicembre nel 2011, e attestava un lavoro di direttore svolto dal 2003 al 2008 presso la clinica Villa Fiorita Aversa Spa. Il documento, però, secondo gli inquirenti sarebbe stato redatto non prima del 2010.

LA NOTA DEI 5 STELLE - “Chiediamo la rimozione del direttore generale dell’ospedale Ruggi di Salerno, Nicola Cantone, perché rinviato a giudizio in merito all’attestazione di un presunto falso titolo per ottenere l'idoneità alla nomina. Sulle nomine fatte da De Luca ci sono ogni volta nuove criticità: indagati, rinviati a giudizio, condannati per danno erariale, nominati dal presidente ai vertici di ospedali e Asl con una legge ‘a suo uso e consumo’, che gli ha consentito di esercitare una vera e propria spartizione di poltrone in sanità senza alcun filtro di trasparenza e meritocrazia. Cos’altro deve accadere per dare ragione alla battaglia del M5S sulla scandalosa legge di De Luca?”. Lo dice il capogruppo del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino prendendo spunto da un’inchiesta del quotidiano ‘La Repubblica’ e annunciando una richiesta di atti su tutte le nomine effettuate da De Luca in sanità per verificarne i requisiti. “La vicenda del direttore generale dev’essere chiarita - afferma - per sgombrare il campo da sospetti e restituire serenità è giusto che faccia un passo indietro. Non possiamo attendere gli esiti della magistratura, è una questione di opportunità”. “Il presidente De Luca, al momento dell’approvazione della contestata legge sulle nomine in sanità, aveva dichiarato in Consiglio regionale che si sarebbe assunto la responsabilità personale di ogni nomina effettuata - sottolinea Ciarambino - e allora passi dalle chiacchiere ai fatti, registri il rinvio a giudizio del manager e lo rimuova immediatamente per ragioni di opportunità e trasparenza”. “Tra l’altro il Ruggi di Salerno è l’ospedale dove ha trovato un ‘posto al sole’ Enrico Coscioni, consigliere alla sanità del presidente De Luca, coinvolto in una grave inchiesta su tentata concussione - aggiunge Ciarambino - nominato proprio dal dg Cantone primario facente funzione della cardiochirurgia, un reparto fotocopia caso unico in Italia”. “Senza dimenticare che nella lista dei miracolati c’è anche Patrizia Boldoni, ex presidente di Scabec - aggiunge Ciarambino - dimissionaria per un pignoramento di 2 milioni di euro per evasione fiscale e pronta ad essere recuperata dal presidente come consigliere ai beni culturali. Se la nomina ci sarà, abbiamo già pronto un esposto all'Anac”. “Il livello di degrado in cui De Luca sta precipitando le istituzioni regionali non è più tollerabile. E’ uno spaccato inquietante che dimostra quello che il M5S da mesi denuncia - evidenzia il capogruppo - tutte le nomine del presidente De Luca non rispondono a criteri di merito, bensì di fedeltà”. “Dai trombati alle elezioni fino a chi gli ha aperto il proprio salotto ed amicizie in campagna elettorale - fa notare - tutti hanno diritto a qualche ricompensa da parte di De Luca, che usa le istituzioni per distribuire mance e prebende”. “La questione delle nomine è oramai uno scandalo sotto gli occhi di tutti. Abbiamo chiesto un parere all’Anac per verificare se i criteri di legge che stabiliscono l'incompatibilità per gli eletti e per la pubblica amministrazione siano applicabili anche ai consiglieri del presidente, su cui oggi gravano più ombre che luci”.

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