Sott’inchiesta, tra gli altri, ci sono la vicina di casa dell’anziana, morta il 12 gennaio di cinque anni fa, un infermiere e la sorella che abitano a pochi passi dall’abitazione della defunta, un ex funzionario delle Poste e suo figlio e perfino un notaio e il medico di famiglia della presunta vittima, tutti di Nocera Inferiore.
Al centro delle indagini della guardia di finanza di Nocera Inferiore è finito il compendio immobiliare e i soldi, del valore complessivo di oltre 800 mila euro in buoni fruttiferi postali (intestati all’anziana o ereditati dal fratello defunto), e un appartamento di proprietà di A.C.. Un’eredità che sarebbe dovuta andare a una parente residente al Nord che aveva ricevuto una lettera nella quale l’anziana le destinava tutti i suoi averi. Proprio la presunta beneficiaria ha poi sporto una denuncia.
Negli scorsi giorni, i militari del capitano Andrea Solinas avevano eseguito una serie di perquisizioni e interrogatori.
Dalle prime indagini si è appurato che la nuda proprietà dell’appartamento di via Picccolomini d’Aragona sarebbe stata venduta una ventina di giorni prima del decesso a una vicina della proprietaria con atto di un notaio nocerino (ora indagato solo per falso) in cambio di 43mila euro, ma l’assegno è sparito. Poi ci sono i buoni fruttiferi che hanno preso strane strade. Per commettere l’omicidio, si presume al momento, sarebbe stato diagnosticato un tumore e quindi alla “paziente” sarebbe stato somministrato un farmaco in dosi massicce che le avrebbe rallentato l’attività cardiaca fino a procurarle la morte. Il pm dovrà poi confrontare anche i dati che emergeranno dall’esame autoptico già realizzato.
Le ipotesi di accuse sono incentrate sull’omicidio premeditato della donna messo a segno da alcuni indagati, e il falso e l’estorsione per altri.


