Mercato San Severino. Ospedale al collasso e carente, comitati inferociti
MERCATO SAN SEVERINO. «Ostetricia e ginecologia - si legge - ogni anno effettuava sempre un considerevole numero di parti (superiori ai 500 annui) con un bassissimo numero di tagli cesarei, risultando tra i primi reparti del territorio regionale ad effettuare il parto in acqua, facendo di questo reparto un’eccellenza, ed è stato distrutto»: lettera dei comitati cittadini e le associazioni al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona”, Nicola Cantone, per chiedere la riapertura dei reparti di ginecologia, ostetricia, pediatria, ortopedia e nefrologia. Secondo quanto esposto nella missiva sarebbe stato disatteso quanto previsto dalla nuova classificazione degli ospedali. Contestati anche i tempi di realizzazione dei lavori previsti per il pronto soccorso e per le opere da realizzare per il servizio di endoscopia operativa e di emergenza fermi da alcuni mesi e anche la definitiva realizzazione degli ambienti destinati alla medicina legale e poi secondo le associazioni locali, le risorse umane assegnate al presidio ospedaliero di Curteri risulterebbero gravemente carenti. Chiesto quindi un immediato incontro a Cantone.

