Cava. Morte Anna Esposito, la Cassazione: "Caso chiuso"
Chiusa l'inchiesta sulla morte della poliziotta cavese Anna Esposito, la Cassazione archivia l'indagine. Confermata l’ipotesi del suicidio, rigettato il ricorso dei familiari. Era il 12 marzo del 2001 quando la 31enne, dirigente della Digos a Potenza, fu trovata impiccata con una cintura alla maniglia della porta del bagno nel suo appartamento in caserma. L’anno dopo l’inchiesta aperta nei confronti di ignoti, per istigazione al suicidio, era già archiviata. Per il gip le risultanze dell’inchiesta sono talmente univoche da rendere inutile un ulteriore approfondimento in udienza e ieri la Cassazione ha condiviso questa idea, mettendo la parola fine a una vicenda che era stata archiviata già una prima volta quindici anni fa e che le insistenze dei familiari avevano fatto riaprire, sulla base di una consulenza medica che sollevava più di un di una perplessità sulla compatibilità di un suicidio con la posizione in cui era stato ritrovato il cadavere.

