Salerno/Costiera/Irno. Rapine e tentata estorsione, chiesta la stangata

06 Aprile 2017 Author :  
Sei richieste di condanne nel processo originato da una raffica di rapine che nella primavera del 2009 mise nel mirino supermercati, distributori di carburante e rivendite di tabacchi. Ieri mattina il pm ha differenziato le posizioni degli imputati, escludendo il reato di associazione a delinquere e chiedendo per alcuni l’assoluzione dalle rapine ma la condanna per tentativi estorsivi. La condanna più alta, 7 anni di carcere, è stata chiesta per Aniello Saviello, che nel giugno del 2009 ha confessato di aver partecipato a cinque colpi: il 15 maggio nel “Sali e tabacchi” del rione Piombino a Pellezzano, da dove furono portati via 200 euro; il 20 maggio ai danni del distributore di carburante “Defi gas” in via Gatti a Fratte, con un bottino di 2mila euro; il 25 maggio al distributore Esso di via Prudente, per un bottino di 300 euro; due giorni dopo al supermercato Despar di via Manganario al Carmine, dove due malviventi minacciarono un dipendente puntandogli una pistola alla testa e facendosi consegnare i 3.800 euro di incasso; il 6 giugno in un altro supermercato, il Sisa di via Nicola Granati a Torrione, da cui furono portati via 3mila euro. Quando il 26 giugno furono rapinati i distributori Q8 di Molina di Vietri e il Total nei pressi dell’hotel Baia (per un bottino complessivo di 9.700 euro) i carabinieri arrestarono prima Alessandro Pfeifer e poi Saviello, che il giorno dopo i colpi si costituì e rivelò agli inquirenti i nomi dei complici anche in altre rapine. Per Pfeifer è stata quindi chiesta l’assoluzione per le rapine, ma la condanna a 2 anni e 8 mesi per una tentata estorsione che avrebbe commesso durante la detenzione in carcere. La polizia penitenziaria intercettò infatti una lettera consegnata alla madre, con una minaccia estorsiva che la donna avrebbe dovuto recapitare a un commerciante salernitano. Per altri quattro imputati il pm ha chiesto condanne Gennaro Garzia per alcuni dei capi d’imputazione: 6 anni per Massimiliano Sabato e Lorys Avossa, 2 anni per Gennaro Garzia, 1 anno e 4 mesi per Gaetano Landi. Richiesta di assoluzione, invece, per Annamaria Ruggiero, madre di Aniello Saviello e finita sotto inchiesta per l’ipotesi di favoreggiamento.

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