Castel San Giorgio. Costringeva la figlia 13enne a prostituirsi, chieste le condanne
Non è stata concessa alcuna perizia, sulla capacità di intendere e volere, alla mamma di Castel San Giorgio accusata di aver fatto prostituire la figlia non ancora 14enne: ammessa al rito abbreviato secco, il pm Elena Guarino ha chiesto per la donna una condanna a 10 anni mentre 9 anni sono stati richiesti per il muratore, accusato di violenza sessuale per aver avuto rapporti intimi con la minore. Il gup del tribunale di Salerno, Vincenzo Pellegrino, per queste due posizioni ha aggiornato l'udienza al prossimo 21 novembre quando è prevista la sentenza a carico dei due imputati che hanno scelto di essere giudicato con l'abbreviato. Sono stati, invece, rinviati a giudizio (al prossimo 13 novembre), con l'accusa di violenza sessuale, il 32 enne che all'epoca dei fatti (due anni fa) era “fidanzato" con l'adolescente tanto che c'erano foto dei due su Facebook mentre lui la baciava e il romeno con il quale la minore avrebbe avuto rapporti sessuali: quest'ultimo aveva chiesto un patteggiamento a due anni (il pm si era opposto) respinto però dal gup. Ha patteggiato la pena ad un anno e 200 euro di multa a donna che rispondeva solo di concorso in prostituzione in quanto avrebbe procurato - su richiesta del cognato (il muratore) - una donna che si recasse a casa di un vecchietto ed avere con lui rapporti sessuali a pagamento.


