Angri/Scafati. Consorzio di Bonifica: canale San Tommaso, ecco i dati sui controlli per l'inquinamento

28 Ottobre 2017 Author :  

Il consorzio di bonifica integrale del comprensorio Sarno racconta la sua attività per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente sul territorio di competenza nell'audizione fatta alla commissione parlamentare d'inchiesta alla presenza del Commissario straordinario presso la Prefettura di Napoli. L'Ingegnere Luigi Daniele direttore generale del consorzio di bonifica del Sarno insieme al Commissario tecnico Mario Rosario D'Angelo hanno spiegato nel dettaglio quali sono tutte le attività svolte dall'ente nel corso di questi anni sia per combattere lo sversamento illecito dei corsi d'acqua ed anche per salvaguardare in generale il sistema idraulico ambientale del bacino del Sarno. Tutto racchiuso in un dossier davvero molto interessante e dettagliato incentrato sul Canale San Tommaso.

IL COMPITO DEL CONSORZIO DI BONIFICA DEL SARNO - In primis, si è discusso dei ruoli del Consorzio: “la sistemazione e l’adeguamento della rete scolante, di captazione, raccolta, provvista, adduzione e distribuzione d'acqua ad usi prevalentemente irrigui, nonché la sistemazione, regimazione e regolazione dei corsi d'acqua di bonifica ed irrigui ed i relativi manufatti; il sollevamento e la derivazione delle acque e per le connesse installazioni; la sistemazione idraulico-agraria e la bonifica idraulica; gli interventi di completamento, adeguamento funzionale e ammodernamento degli impianti e delle reti irrigue e di scolo e di quelle per l'estensione dell'irrigazione con opere di captazione, raccolta, adduzione e distribuzione delle acque irrigue; gli interventi realizzati in esecuzione dei piani e dei programmi adottati dalle autorità di bacino; la progettazione e l’esecuzione delle opere pubbliche di bonifica affidate in concessione dalla Regione e la successiva gestione delle opere eseguite; la realizzazione su concessione dello Stato e della Regione; la realizzazione e gestione degli impianti a prevalente uso irriguo, gli impianti per l'utilizzazione in agricoltura di acque reflue, gli acquedotti rurali e gli altri impianti, compresi nei sistemi promiscui, funzionali ai sistemi civili e irrigui di bonifica; l'utilizzazione delle acque fluenti nei canali e nei cavi consortili per gli usi che comportino la restituzione delle acque e che siano compatibili con le successive utilizzazioni, ivi compresi la produzione di energia idroelettrica e l'approvvigionamento di imprese produttive; la realizzazione di quelle azioni di salvaguardia dell'ambiente ad esso affidate dallo Stato e dalla Regione secondo le indicazioni contenute nei programmi di tutela dell'ambiente; la progettazione e l'esecuzione di interventi, ad esso affidati dalla Regione dagli enti da essa dipendenti e dagli enti locali territoriali, anche al di fuori dei comprensori di bonifica; il relativo provvedimento di affidamento in concessione indicherà anche da quali soggetti le opere saranno gestite successivamente all'esecuzione; concorrere, anche attraverso appositi accordi di programma con le competenti autorità, alla realizzazione di azioni di salvaguardia ambientale e di risanamento delle acque anche al fine della loro utilizzazione irrigua, della rinaturalizzazione dei corsi d'acqua e della fitodepurazione; la conclusione, su iniziativa della Regione o degli enti locali, di accordi di programma per la realizzazione in modo integrato e coordinato tra il Consorzio e gli enti locali di azioni di comune interesse e, comunque, per il conseguimento di obiettivi comuni rientranti nell'ambito delle rispettive finalità istituzionali; la predisposizione del piano generale di bonifica ed i suoi aggiornamenti, in coordinamento con i piani di bacino, la programmazione regionale e provinciale; assumere in nome e per conto dei proprietari interessati, su loro richiesta ovvero su disposizione della Giunta Regionale, l'esecuzione e la manutenzione delle opere di bonifica obbligatorie di competenza privata e di tutte le altre opere di interesse particolare di un solo fondo o comuni a più fondi necessarie per dare scolo alle acque, per completare la funzionalità delle opere irrigue e comunque per non recare pregiudizio allo scopo per il quale sono state eseguite e mantenute le opere pubbliche di bonifica; l'assistenza dei consorziati nella trasformazione degli ordinamenti produttivi delle singole aziende e nella loro gestione nonché, su richiesta e in nome e per conto degli interessati, nella progettazione ed esecuzione delle opere di miglioramento fondiario e nel conseguimento delle relative provvidenze; la realizzazione degli interventi e dei ripristini conseguenti a danni discendenti da calamità naturali o eccezionali avversità atmosferiche; l’assunzione di tutti gli altri compiti che possano essere affidati dagli organi competenti nell’interesse del comprensorio, nonché quello di promuovere, svolgere ed incoraggiare, anche congiuntamente con gli altri Enti similari, iniziative tendenti alla formazione ed alla elevazione professionale di maestranze nel settore agricolo e della bonifica, nel rispetto della legislazione nazionale e regionale vigente in materia, al fine di favorire l’occupazione, la produzione e l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro nel comprensorio di competenza in armonia con il progresso scientifico e tecnologico”.

L'IMPEGNO DEL CONSORZIO - “Le attività di manutenzione e salvaguardia del territorio che impegnano oggi maggiormente il Consorzio sono quelle realizzate sui corsi d’acqua di competenza, volte a controllare il rigoglio della vegetazione ed i fenomeni di interrimento a cui essi sono soggetti- si legge nella relazione - Il Consorzio, soprattutto nell'ultimo decennio, però ha dovuto far fronte alla crescente problematica ambientale legata all'abbandono illegale ed incontrollato di rifiuti, di diversa natura, all'interno o sulle pertinenze delle opere idrauliche gestite. La presenza di tali materiali oltre a compromettere la regolare funzionalità delle opere idrauliche, costituisce un ostacolo per le operazioni di ordinaria manutenzione, con dilatazione dei tempi di esecuzione ed aumento dei costi connessi”.

IL CANALE SAN TOMMASO - “Nei numerosi sopralluoghi effettuati in questi ultimi due mesi sono stati riscontrati ben n.44 abusi e violazioni di cui n.36 ricadenti nel tratto del Comune di Scafati e 8 nel Comune di Angri in Provincia di Salerno. I risultati dei rilievi effettuati dai guardiani idraulici lungo il Canale di Angri San Tommaso sono stati raccolti anche in alcuni elaborati grafici: da tale attività sono scaturite numerose denunce e segnalazioni agli organi competenti, alcune delle quali indirizzate alla competente Procura della Repubblica” conclude poi la relazione.

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