L'ACCUSA - In particolare, le investigazioni hanno consentito di accertare che le condotte volte a non interrompere o impedire le attività illecite delle due ditte, hanno recato vantaggi anche di natura patrimoniale sia alle stesse società, sia, in un caso, ad un allora dipendente del Comune di Scafati, che avrebbe fruito di un servizio di onoranze funebri gratuito, in occasione del decesso di un prossimo congiunto. Nel mirino sono finiti Aliberti Angelo Pasqualino, già Sindaco del Comune di Scafati; Giovanni Cozzolino, già dipendente del Comune di Scafati, membro dello staff del Sindaco pro tempore; Giacomo Cacchione, già Capo Area Economico Finanziaria del Comune di Scafati;
Giuseppina Ametrano, legale rappresentante della ditta “L’Eternità s.r.l.”; Alfonso Cesarano e Catello Cesarano, legali rappresentanti della ditta “Cesarano Nicola Pompe Funebri s.c.a.r.l.
IL CASO – La procura spiega come tra le parti era stato messo in campo un disegno criminale: il sindaco, lo staffista e il responsabile dell'area economico finanziaria del Comune di Scafati insieme ai legali rappresentanti delle ditte funebri avrebbero omesso gli atti dell'ufficio per interrompere ed impedire la illegittima attività di pubblicità funebre svolta dalle ditte "L'Eternità s.r.l." ed "Onoranze funebri Cesarano" sul territorio di Scafati a mezzo di impianti per l'affissione di manifesti funebri non consentiti da leggi in vigore. Tutto per di recare vantaggio, anche di natura patrimoniale (concretizzatosi nel mancato versamento dei relativi tributi) alle ditte, “espressione diretta di consorterie criminali di stampo camorristico operanti sul medesimo territorio (in particolare Clan D'Alessandro/Cesarano e clan Matrone per come è dato evincersi dai provvedimenti giurisdizionali in atti inerenti i relativi amministratori). Inoltre, Giovanni Cozzolino, aveva avuto l'ingiusto vantaggio derivante dal mancato pagamento del servizio funerario svolto nei confronti di un congiunto defunto.


