Comprensibile lo sconforto dei proprietari che hanno visto andare in fumo letteralmente anni di sacrifici e di lavoro. Si cerca di capire chi possa essere stato ad aver compiuto un gesto del genere visto che i proprietari negano qualunque tipo di minaccia. In realtà però gli inquirenti hanno già un'idea di quello che sarebbe successo sebbene non si sbottonano neanche sull'ipotesi del dolo nel rogo. Più che sull'ipotesi racket, si lavora per scoprire invece una ritorsione professionale ben mirata. È chiaro però che nessuna pista in questo momento è esclusa dalle indagini coordinate dalla tenenza di Scafati su disposizione della procura di Nocera Inferiore, che ha aperto un fascicolo sul caso.
Scafati. Rogo all'Artecarta, ipotesi raid punitivo: ecco cosa è successo
Si indaga sulla pista della ritorsione professionale dopo l'incendio di ieri notte a Scafati in via Ferraris. Completamente distrutta e danneggiata per almeno 5 milioni di euro, l'azienda del mondo della carta e imballaggi per pasticcerie e attività commerciali. L'ArteCarta Italia dei fratelli Cascone di Pompei, è stata messa letteralmente in ginocchio da una vera e propria azione punitiva nei suoi confronti. Sembrerebbe infatti che il capanno sia stato oggetto di un raid incendiario ben mirato, indirizzato su più punti dello stesso deposito. Grazie all'aiuto di un accelerante, i piromani hanno dato fuoco alla struttura non lasciando scampo alla fabbrica. L'opificio doveva essere distrutto e così è stato.


