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Scafati. Manifesto funebre per un tenente defunto, discordia e inchiesta interna al comune

19 Febbraio 2018 Author :  

Ancora grane per i manifesti funebri, questa volta al centro dell'attenzione finiscono gli agenti della Polizia Locale. Nasce addirittura un'indagine su un manifesto funebre in ossequio alla scomparsa di un ex collega a nome del Comando di Polizia Locale. I commissari ed in particolare, il comandante Giovanni Forgione vogliono risalire a chi ha commissionato il gesto di solidarietà e rispetto per il defunto graduato della polizia locale, recentemente scomparso. Questa mattina il titolare dell'agenzia funebre è stato ascoltato dal comandante per sapere chi si sarebbe rivolto all'agenzia. L'imprenditore, da oltre 40 anni attivo sul territorio, con una tradizione familiare di circa 100 anni nel settore, ha spiegato di svolgere questo ruolo per il comune da anni. I manifesti di cordoglio per i colleghi poi, sono gratis.

Le aziende nel mirino

Ricordiamo che entrambe le aziende che svolgono il servizio in città sono finite sotto indagine per essere state beneficiarie del mancato controllo dei dirigenti comunali con l'ausilio della politica sui pagamenti dovuti per le affissioni. Ma nessuno di loro ha un avuto un'interdittiva antimafia. Tra i tanti manifesti commemorativi di amici e parenti era saltato agli occhi di qualcuno quello del Comando di Polizia Locale, da qui è nata una polemica sull'opportunità del manifesto. La polemica, si precisa, era per le indagini in corso sulle ditte operanti a cui ci si era rivolti e non per l'azione di rispetto nei confronti del collega deceduto, noto e stimato.
I colleghi però sembra che non potendosi rivolgere ad altri non hanno preso in considerazione l'opportunità o meno di far affiggere i manifesti dall'onoranze funebri. Naturalmente, come da prassi, a produrre il manifesto in questione è stata la stessa ditta che si è occupata del funerale. Un gesto sicuramente nobile e di consuetudine (oltre che gratis), ha fatto scattare un’indagine interna i cui risvolti potrebbero portare a qualche provvedimento disciplinare tra i caschi bianchi.

L'inchiesta

L'ex sindaco Aliberti ebbe un avviso di conclusione di indagine per aver favorito le due imprese funebri operanti a Scafati ritenute dagli inquirenti vicine alla criminalità organizzata. Anche nel decreto di scioglimento del consiglio comunale le ditte funebri venivano indicate dal Ministero degli Interni tra i motivi per cui si riteneva necessario l'intervento dello Stato.

La task force

Nel frattempo la Geset, la società che ha in appalto sul territorio comunale le affissioni pubblicitarie e la riscossione di quanto dovuto, ha messo in campo una task-force per il controllo delle affissioni funebri, segnalando e riscontrando periodicamente le inadempienze ed inviando gli importi non versati al fine di ottemperare ai pagamenti dovuti.

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