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Residenze facili e immigrazione a San Valentino Torio: indagini chiuse per 6. Ci sono anche comunali

18 Giugno 2018 Author :  

Residenze facili con la complicità dei dipendenti del Comune di San Valentino Torio: la Dda di Salerno chiude le indagini su 6 persone. Rimangono indagati la madre, dipendente comunale a San Valentino Torio, il figlio, la nuora e tre nordafricani complici del sistema di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nell'Agro Sarnese Nocerino. Dopo l'inchiesta della procura di Nocera Inferiore, diretta dal pm Giuseppe Caccapuoti, il fascicolo era passato di competenza alla Direzione distrettuale antimafia di Salerno che ha eseguito ulteriori attività investigative giungendo alla stessa conclusione, l'ipotesi di associazione per delinquere tra i tre familiari italiani, accusati anche per la contraffazione di documenti, falso in atto pubblico, peculato e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

I nomi degli indagati

Nel mirino della Procura El Hachim El Maharzi, Mohamed El Haquat e Anen Louafi per false dichiarazioni all'anagrafe oltre a Tommaso Siniscalchi di 40anni e Francesca Gioia, 36enne residente a San Valentino Torio, grazie alla complicità della madre dell'uomo, la 62enne Carmela Prota (oggi in pensione), impiegata all'ufficio Anagrafe comunale valentinese. Erano loro a capo del sistema di false documentazioni per il rilascio di carte d'identità.

Il sistema di residenze facili al Comune di San Valentino Torio

L’indagine parte dalla stazione carabinieri di San Valentino Torio, guidati dal maresciallo Gennaro Corvino ha fatto luce su quello che era il giro degli uffici comunali: grazie all'aiuto di tre procacciatori di origine marocchina e la complicità del dipendente comunale Francesca Ciola dell'ufficio anagrafe, è stato facile per la coppia Tommaso Siniscalchi e Carmela Prota riuscire ad ottenere tutte le informazioni di cui avevano bisogno per "regalare" residenze ai cittadini. Bastava €80 per ognuno di loro per ottenere la residenza nel comune e talvolta, in casi diciamo più difficili, venivano anche prodotti falsi certificati amministrativi per circa 120 euro ciascuno. Grazie alla complicità della dipendente comunale, attualmente in pensione, veniva anche prevista l'erogazione di certificati di pareri favorevoli dell'ufficio tecnico o dell'ASL in merito alle case dove ci sarebbe stata la residenza. La documentazione così formata veniva consegnata agli extracomunitari che si erano rivolti al Comune per ottenere la residenza anagrafica e il conseguente rilascio della carta d'identità valida in tutta l'Unione europea.

Quasi 40 casi di peculato

Le indagini hanno accertato ben 37 casi di peculato, somme di denaro destinate al Comune e all’Asl: tutto questo grazie alla grande lavoro dei Carabinieri di San Valentino Torio che hanno dovuto al corso di lunghe e delicate mesi di attività ed indagini hanno dovuto analizzare documenti di centinaia di fascicoli presso lo sportello unico per l'immigrazione alla prefettura di Salerno tutto per verificare la posizione di extracomunitari che transitavano e San Valentino Torio. Ora gli indagati avranno ora venti giorni per produrre documentazioni o chiedere di essere interrogati.

I risvolti dell'inchiesta: il caso immigrazione clandestina nell'Agro

L'inchiesta sembra destinata ad allargarsi in altre città dell'Agro e si tratta di un tema molto caldo. Basti pensare che ogni comune, infatti, ha l'obbligo di controllo sul flusso migratorio sia per garantire la tutela dei diritti umani, ma anche per garantire la sicurezza della propria città, visto l'incubo terrorismo in cui l'intero mondo è piombato con la nascita di Al Qaida e dell'Isis. Ma l'inchiesta potrebbe aprire nuovi scenari futuri non solo per la questione legata alle attività dell'antiterrorismo, molto forte soprattutto nell'Agro Nocerino sarnese, ma anche sui ricongiungimenti familiari fatti con alcuni cittadini marocchini e non solo, con lo scopo di far venire in Italia anche altri parenti o presunti tali dei cittadini finiti nel mirino.

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