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Gallo (M5S) impegna il governo: "Stop all'hub di Pompei: ecco come rilanceremo il turismo fino a Castellammare e la Penisola"

28 Giugno 2018 Author :  

Stop all'Hub di Pompei a favore di un progetto di rilancio non solo per Pompei ma anche per gli altri comuni della buffer zone, tra Ercolano, Poggiomarino e Castellammare di Stabia: sì al potenziamento dei mezzi pubblici esistenti e al restyling delle ville e dei siti archeologici, prevedendo biglietti unici e scontati per siti archeologici vari e mezzi di trasporto. Un nuovo punto di vista quello approvato dalla commissione presieduta dal deputato Luigi Gallo e al cui interno per il territorio, vi è l'onorevole Virginia Villani dell'Agro Sarnese Nocerino.

La risoluzione della commissione

Il presidente della VII Commissione della Camera dei Deputati, Luigi Gallo riporta la decisione della commissione e interviene sul caso Hub a Pompei. “Nel 1997 il Comitato Unesco decide l'iscrizione di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità grazie al riconoscimento delle caratteristiche intrinseche di integrità, autenticità e unicità da mantenersi mediante un piano di gestione secondo quanto stabilito dalle linee guida operative dell'Unesco per l'applicazione della convenzione sul patrimonio mondiale. La caratteristica principale è data dalla creazione di una zona tampone, «buffer zone», ovvero di «un'area che deve garantire un livello di protezione aggiuntiva ai beni riconosciuti patrimonio mondiale dell'umanità» - si legge nella nota di Gallo - Con la sottoscrizione dei protocolli d'intesa del 25 novembre 2013 e del 23 dicembre 2013, il tavolo di concertazione del piano di gestione del sito Unesco, costituito da organi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla regione Campania, dalla provincia di Napoli e dai comuni territorialmente interessati, è pervenuto alla condivisione e approvazione del nuovo piano di gestione e alla perimetrazione di una nuova buffer zone, che comprende quasi integralmente i territori comunali di Portici, Ercolano, Torre del Greco, Trecase, Boscotrecase, Boscoreale, Torre Annunziata, Pompei e Castellammare di Stabia. Il nuovo piano di gestione mira ad individuare ed indirizzare un organico ed unitario sistema di turismo sostenibile per l'area vesuviana compresa appunto nella suddetta area, attraverso l'individuazione di percorsi tematici intorno ai quali organizzare un sistema turistico territoriale. Come si evince dal documento di orientamento - prime indicazioni operative, «tale tipo di fruizione prevede l'organizzazione di percorsi tematici, da prenotare attraverso i siti internet della Soprintendenza e del Centro di comunicazione del sito Unesco, nelle aree archeologiche e nel territorio, offerti secondo una logica di programmazione e turnazione, ad esempio annuale, da affiancare alla visita libera delle aree stesse e del territorio». Tale «metodo turistico», che prevede una rotazione programmata dei percorsi tematici, associata ad una turnazione annuale delle aree di visita, dunque, si sostanzierebbe in «sottosistemi», che raccordano i beni che si concentrano intorno ad Ercolano, Pompei e Castellammare di Stabia attraverso «itinerari tematici» capaci di collegarli tra loro, e presenterebbe significativi risvolti positivi in termini di efficacia didattica, che risulta accresciuta per effetto della minore congestione dei siti e della visita indirizzata verso i siti e le attrazioni «minori»; crescita del numero di visitatori, per effetto non solo della crescita delle visite nei siti minori e della «spalmatura» delle visite lungo tutta la giornata e in tutti i 12 periodi dell'anno, ma anche delle politiche di marketing che la gestione dei percorsi consentirà di attivare; crescita della tutela, come conseguenza diretta della possibilità di potere effettuare, per tutti i percorsi, una «manutenzione programmata». Secondo il piano strategico, serve il miglioramento delle vie di accesso e interconnessioni ai siti archeologici; al recupero ambientale dei paesaggi degradati e compromessi, prioritariamente mediante il recupero e il riuso di aree industriali dismesse; alla riqualificazione e rigenerazione urbana, nel rispetto del principio del minor consumo di territorio e della priorità del recupero; alla promozione di forme di partenariato pubblico-privato, nonché di coinvolgimento di organizzazioni no profit impegnate nella valorizzazione del patrimonio culturale; al fine di consentire il rilancio economico-sociale e la riqualificazione ambientale e urbanistica dei comuni interessati dal piano di gestione del sito Unesco «Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata», nonché di potenziare l'attrattività turistica dell'intera area. Il problema è che finora “a causa di mancanze a livello finanziario e di competenze (non previste dalla normativa), i tecnici si sono focalizzati, tout court, sulle esigenze meramente locali, comportando una scarsa aderenza ai contenuti specifici del documento di orientamento che invece postula una visione di insieme del territorio interessato e c'è stato un limitato livello di approfondimento progettuale delle proposte, pervenute nella forma di elenchi, relazioni, a volte studi di fattibilità, e prive di indicazioni sul rispetto dei vigenti strumenti urbanistici e vincoli ambientali-paesistici»”.

Lo stop all'hub

Gallo poi specifica che come è stato creato, il piano strategico non aiuta il turismo in questo senso: “Il nuovo hub di Pompei Scavi è concepito su due livelli per una superficie complessiva di circa 1500 metri quadrati, è realizzato in corrispondenza dell'intersezione della linee Ferrovia dello Stato italiane Napoli-Salerno con linea circumvesuviana Napoli-Sorrento e prevede un parcheggio di interscambio modale di circa 200 posti del costo stimato di 10.000.000 di euro e una «piastra» collegata direttamente agli scavi di Pompei tramite un percorso pedonale attrezzato («passerella di collegamento con ingresso diretto nel sito»), svolgendo, quindi, la funzione di nodo di smistamento e indirizzamento del flusso turistico verso il sito archeologico. Il costo stimato del solo hub è di 17.000.000 di euro, mentre il costo complessivo dell'intero progetto, che prevede anche l'attrezzaggio del servizio navetta tra molo Beverello e fermata Varco Carmine, oneri vari e spese tecniche e generali, si aggira tra 35.800.000 e 46.000.000 di euro. Eppure le aspettative di cui al nuovo piano di gestione della buffer zone circa una strategia volta ad un turismo sostenibile diviso in percorsi tematici omogenei risultano tradite da un piano strategico, approvato dal comitato di gestione e dal Governo, che è teso ad accentrare e far confluire in un hub ferroviario i flussi turistici esclusivamente verso il sito archeologico di Pompei, bypassando così la stessa città di Pompei, oltreché tutti gli altri siti dei comuni della buffer zone, e alimentando un turismo del tipo «mordi e fuggi»”. La risoluzione del presidente e della commissione cultura va nell'ottica di dare il via ad un intervento come un «percorso integrato» Scavi di Pompei/Santuario della Beata Vergine del Rosario tramite linea EAV Napoli-Poggiomarino e stazione di Pompei che permette di combinare un'unica escursione, oppure rendere il «treno archeologico», già in servizio, un collegamento da Napoli fino agli scavi di Castellammare – spiega Gallo - Sarebbe opportuno aumentare il numero delle corse dei treni delle Ferrovie dello Stato Italiane e supportare economicamente il rilancio del trasporto pubblico locale per prevedere corse dedicate ai percorsi tematici dei turisti con un apposito fondo statale da assegnare alla regione Campania, mettendo fine all'opera di ridimensionamento tecnico degli ultimi anni che ha portato all'attuale saturazione dei convogli nelle ore di punta. Sarebbe auspicabile la realizzazione di un «percorso naturalistico» nel parco nazionale del Vesuvio mediante l'adozione dei decreti attuativi necessari per la corretta fruibilità del parco, nonché un corretto sviluppo di micro o piccole imprese ecosostenibili anche con finalità turistiche”.

L'impegno del governo

Così su proposta della Commissione Cultura presieduta da Gallo, si impegna il Governo: “A proporre un piano strategico per lo sviluppo delle aree comprese nel piano di gestione del sito Unesco mediante il quale realizzare un piano di sviluppo chiamato distretto Grande Bellezza Pompei che punti alla creazione di percorsi tematici «spalmati» nell'intera buffer zone all'interno dei quali organizzare un sistema turistico territoriale con lo scopo di trattenere il turista nell'area e di permettergli di conoscere tutte le bellezze culturali, artistiche, archeologiche, paesaggistiche, naturali e della tradizione eno-gastronomica, utilizzando quota parte dei fondi del programma operativo nazionale (PON) «cultura e sviluppo» 2014-2020 destinato a 5 regioni del Sud Italia, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Ci si impegna poi ad adoperarsi per il ritiro della proposta di realizzazione di un hub che, così come progettato allo stato, ovvero con centro commerciale a due piani, piastra di collegamento e con ponte pedonale, accentrerebbe e indirizzerebbe il flusso turistico esclusivamente nel sito degli scavi di Pompei deprimendone così il transito, la ricaduta economica e culturale sulla buffer zone e le visite negli altri comuni della buffer zone, oltreché nella stessa città di Pompei, promuovendo in alternativa un interscambio tra le due attuali stazione di Ferrovie dello Stato italiane e della ex Circumvesuviana. Il governo si impegna ad assumere iniziative per destinare risorse adeguate alla costituzione di una flotta di navette elettriche per il trasporto di turisti che serva tutte le stazioni delle Ferrovie dello Stato italiane nella buffer zone. L'idea è quella di promuovere un accordo tra Stato, regione, EAV ex-Circumvesuviana, Rete ferroviaria italiana, Soprintendenza di Napoli e Pompei per la creazione di un biglietto unico che integri trasporto e ingresso ai beni culturali della buffer zone, anche di tipo digitale, a prezzi agevolati per turisti, mediante collaborazioni con partner pubblici (Reggia di Caserta e altri) o privati (aziende di carpooling, carsharing e bikesharing e altro). Ci si impegna ad approntare un piano di digitalizzazione di tutti i beni culturali, artistici, archeologici e paesaggistici presenti nella buffer zone atto a promuovere gli stessi nel mondo, anche con la realizzazione di un apposito open data utile per la nascita e lo sviluppo di imprese culturali. Bisogna anche realizzare un «portale trasparenza» unico per i beni culturali della buffer zone che renda conoscibile ogni iniziativa intrapresa nell'ambito del Grande Progetto Pompei e del piano di gestione Unesco. Bisogna promuovere un intervento di riqualificazione con l'obiettivo di tutelare e poi rendere fruibile al sistema integrato di percorsi tematici «spalmati» nell'intera buffer zone, da parte della Soprintendenza di Napoli e Pompei, almeno un bene per ogni comune, la cui valorizzazione e promozione sia affidata mediante un concorso di idee con progetti presentati al comitato di gestione del Grande Progetto Pompei. E' infine opportuno incentivare in maniera efficace l'individuazione di percorsi tematici di mobilità «dolce» di percorsi costieri e con vettori del mare «spalmati» nell'intera buffer zone all'interno dei quali valorizzare l'attrattività dei beni culturali. In più bisogna intervenire per recuperare, ristrutturare e valorizzare il sistema delle ville di epoca romana e borbonica nella buffer zone con un piano pluriennale e realizzare una piattaforma di ormeggio per i collegamenti marittimi con Napoli che possano approdare direttamente alle ville del mare sotto la tutela della sopraintendenza”.

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