Si e' concluso con l'assoluzione del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e degli altri 21 imputati, il processo di primo grado sul Crescent, la 'mezzaluna' dell'architetto Ricardo Bofil costruita sul lungomare di Salerno. Il presidente della Regione era accusato di abuso d'ufficio e falso. La procura aveva chiesto una condanna a 2 anni e 10 mesi. L'assoluzione non fa scattare la legge Severino che avrebbe comportato l'automatica sospensione del governatore. Il processo Crescent dinanzi al tribunale di Salerno si chiude anche per i consiglieri regionali, all'epoca dei fatti assessori della giunta De Luca, Franco Picarone, Luca Cascone, Vincenzo Maraio e Aniello Fiore. Tra gli imputati c'erano anche l'attuale vicesindaco Eva Avossa con l'assessore comunale Domenico De Maio. Alla lettura della sentenza pronunciata dal presidente Siani erano presenti anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, impegnato nel processo come difensore. Sentenza di assoluzione anche per i costruttori Eugenio Rainone e Rocco Chechile, che hanno eseguito i lavori per la realizzazione dell'edificio a mezzaluna che si erge su piazza della Liberta'. Considerati i beneficiari della lottizzazione seguita alla demanializzazione dei suoli, Rainone e Chechile secondo il pm Rocco Alfano avrebbero dovuto essere condannati a 2 anni e 6 mesi di reclusione, e 2 anni e 2 mesi. Per gli assessori che hanno affiancato Vincenzo De Luca nella gestione del Comune di Salerno le richieste erano di 9 mesi di reclusione. Due anni e 10 mesi la richiesta avanzata per De Luca, che il tribunale ha respinto.


