Pagani. Bonaduce replica a Gambino: "Io ci sono sempre stato, ma ora sono dall'altra parte"

18 Maggio 2020 Author :  
Dopo l'annuncio del consigliere regionale Alberico Gambino alla rinuncia della candidatura a sindaco alle prossime amministrative nella città di Pagani, arriva una lunga nota dell'ex braccio destro Emilio Bonaduce. “Il comunicato con il quale il Consigliere Regionale Gambino rende noto alla città di Pagani che “non sarà candidato alla carica di Sindaco” rappresenta, per me e per Anna Rosa Sessa, non “un annuncio” ma la semplice conferma ufficiale di una decisione già presa a Dicembre 2019, dopo quell’incontro serale di cui mai ho voluto conoscere i contenuti in quanto mi bastava aver appreso i nominativi dei partecipanti, che noi avevamo intuito anche se mai ci è stata confermata. Nella vita si dice “meglio tardi che mai” e, quindi, io dico “meglio tardi che mai” anche se non posso negare che indimenticabile, vita natural durante, rimane il rammarico che se tanto fosse stato confermato allora ci saremmo risparmiati, io il Sindaco facente funzioni e l’ex Assessore Cafisi, il vergognoso massacro cui siamo stati sottoposti finora e di cui il consigliere regionale rimane, per quanto mi riguarda, “il mandante politico”. Tanto perché si è mandanti anche rimanendo “silenti oltre ogni umana comprensione”, così come si è mandanti quando si registrano e si esternalizzano video in cui mi si definisce “ultimo tassello di un mosaico complottistico nonché uomo isolato, triste, arrabbiato e senza luce”. Non sono un cattolico praticante, e quindi sono poco aduso al perdono, però sono tanto adulto da sapere che anche “l’amicizia cementata nella sofferenza” a volte può frantumarsi per “sopraggiunti nuovi interessi personali che inducono allontanamenti di quanti notoriamente poco adusi a comprendere rinnovate alleanze (totalmente subordinate) con chi ti ha già tradito una volta” e che, si può essere certi, “lo farà di nuovo”. Niente di scandaloso se tanto accade, l’importante però è comunicarlo e chiedere direttamente “un passo indietro” perché è, invece, “onestamente umiliante” che tanto lo facciano, come è accaduto, imberbi e sprovveduti soggetti nel silenzio sconcertante del leader, così come è umiliante attendere, per settimane, un “documento di solidarietà” che, pur promesso in cambio del silenzio, mai è arrivato perché mai sarebbe potuto arrivare quando a firmarlo dovrebbero essere quelli che hanno chiesto ed ottenuto la “risoluzione del problema”. E’ vero, il tempo è galantuomo, occorre solo “saper attendere” e prima o poi i fatti diranno “chi ha tradito e chi è stato tradito”, “chi ha deluso e chi può ritenersi deluso”, “chi può raccontare fatti e chi invece i fatti, per raccontarli, deve inventarseli”. La storia, nella vita reale, la costruiscono “i fatti accertati ed accertabili” e la storia ad oggi racconta, senza se e senza ma, che IO SICURAMENTE NON C’ERO dal 25 Gennaio 2004 al 17 Luglio 2011 (ancorchè tanti molluschi anche sfrantummati preferivano sostenere il contrario per giustificare le loro responsabilità di inetti e di subordinati interessati al potere del leader) e che, invece, IO CI SONO STATO – meno di Anna Rosa Sessa – dal 18 Luglio 2011 al 15 Marzo 2013 e, anche più di Anna Rosa Sessa, dal 16 Marzo 2013 al 16 Gennaio 2020. La storia vera racconta che io ed Anna Rosa Sessa ci siamo stati sempre, giorno e notte, e sempre siamo stati dalla stessa parte, sia “davanti alle scrivanie” che “dietro le scrivanie”, e sempre abbiamo combattuto al fianco della “vera vittima”, in prima linea, senza mai piegarci o “venderci” mentre, invece, “i molluschi che oggi si credono vertebrati” o scappavano per paura o raccontavano “bugie a iosa” perché “avevano le valigie pronte dietro la porta”. La storia vera, quella descritta dai fatti, racconta che io c’ero con le cuffie all’orecchio e i verbali trascrittivi davanti per rilevare discrasie tra il registrato e lo scritto, io c’ero in quelle lunghissime udienze del processo d’appello Linea d’Ombra, io c’ero in quelle infinite giornate impegnate a ricostruire fatti e documenti, io c’ero quando gli “Angeli custodi” preparavano le memorie difensive e/o quando si analizzavano le testimonianze dell’accusa, io c’ero a leggere verbali di testimonianze “vergognose e bugiarde” di piccoli uomini che oggi si sprecano tanto nell’organizzare e sostenere il massacro e nell’esternare solidarietà all’uomo che si assume “tradito” e “deluso”. Io c’ero sempre, nonostante fossi contrario alla discesa in campo del leader come candidato Sindaco, anche ai tavoli del centrodestra ad ascoltare (e a non riferire mai) le vergognose considerazioni di FDI e FI appena un anno fa ed io sono stato sempre dalla “stessa parte” senza se e senza ma anche quando non avevo alcun ruolo, né diretto né indiretto, nell’Amministrazione che ha governato la città dal 2004 al 2011. Come sempre dalla stessa parte è stata Anna Rosa Sessa che io, e solo io, ho convinto ad accettare la carica di Vice Sindaco (inizialmente destinata ad un ex magistrato in quiescenza sponsorizzato da FDI) ed a rinunciare a quella di Presidente del Consiglio Comunale che, checchè ne dica D’onofrio e qualche altro sfrantummato, le spettava di diritto perché era ed è la più votata (Consigliere Anziano), perché Direzione Pagani aveva il diritto politico ed elettorale di prima scelta come poi è stato per FDI (seconda lista della coalizione) che ha ottenuto “quel ruolo” allorchè, e solo perché, Anna Rosa Sessa ha accettato il vice sindacato, perché in politica contano anche i numeri e da che mondo è mondo quattro è maggiore di tre e doppio di due e stante tali principi matematici anche gli “stolti” sanno che quattro, tre e due mai possono considerare equo indicare un assessore ciascuno. Io c’ero quando Anna Rosa Sessa è stata quotidianamente mortificata anche dal leader, io oggi sono al suo fianco (qualunque scelta faccia) a prescindere, io oggi sono dall'altra parte, senza se e senza ma, perché io sono stato “gambiniano senza se e senza ma” non del centrodestra”.

Punto Agro News

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