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Sarno. Incendio nella “zona dei roghi” di via Ingegno: un opificio industriale prende fuoco, torna l’allarme smog in città

10 Agosto 2021 Author :  

di Danilo Ruggiero 

Ancora un incendio nella “zona dei roghi” di via Ingegno: un opificio industriale prende fuoco e fa tornare l’allarme smog in città. Ora si indaga per risalire al motivo scatenante della combustione avvenuta all’interno della struttura, mentre il sindaco Giuseppe Canfora vara un’ordinanza e chiede accertamenti dell’Arpac.

L’INCENDIO

L’ennesimo incendio è divampato domenica scorsa, attorno alle ore 22, in un’azienda dell’area industriale di Sarno, la Termoplast, impresa leader del settore produttrice di contenitori e vassoi monouso. Le fiamme, in pochi minuti, hanno avvolto la struttura di 2300 metri quadri sita in una strada adiacente a via Ingegno. La colonna di fumo denso e nero, alta oltre 20 metri, ha ricoperto l’intera zona, con l’aria divenuta irrespirabile in tutta la parte periferica della città. Indispensabile è stato l’intervento dei Vigili del Fuoco, al lavoro per domare l’ennesimo rogo nella zona industriale di Sarno, che ha minacciato, per lunghi momenti, anche una fabbrica di minimoto confinante con la Termoplast. Il Coordinamento provinciale del Caschi rossi, proprio per evitare il coinvolgimento dell’altra struttura, ha inviato sul posto le squadre di Sarno Nocera Inferiore e Mercato San Severino con il supporto di autobotti e mezzi speciali della sede centrale e autobotti del comando di Napoli. In circa tre ore l'incendio è stato poi messo sotto controllo e le operazioni di messa in sicurezza si sono protratte fino al mattino.

LE INDAGINI E L’ORDINANZA DEL SINDACO

L’indomani è tornato l’allarme smog per via Ingegno, l’arteria già interessata da numerosi incendi, quale il rogo che colpì una nota azienda di rifiuti nel 2020 e, anni addietro, un Cash and carry, una ditta conserviera e varie micro discariche di rifiuti. Adesso, sull’accaduto alla Termoplast, stanno indagando i Carabinieri della locale stazione di Sarno, agli ordini del Comandante Tony Vitale, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, per risalire alla causa scatenante dell’incendio, nonché alla ricerca del primo motore della combustione avvenuta all’interno della struttura semi distrutta dalla violenza e dalla temperatura sviluppata per effetto del fuoco. La pista del dolo sarebbe quella più accreditata dagli inquirenti.
Il primo cittadino di Sarno Giuseppe Canfora, che nel frattempo ha emanato un’ordinanza sindacale con cui si obbliga l'immediata chiusura del capannone incendiato, con divieto di ingresso per persone e merci, ha chiesto l’intervento dell’Arpac per rilevare tracce di inquinamento ambientale nell’atmosfera.

LE POLEMICHE

Dal Parlamento, Virginia Villani e Luisa Angrisani hanno attaccato duramente l’Amministrazione comunale sulla gestione dell’area industriale. “L'area industriale di Sarno è abbandonata a sé stessa ed è terra di nessuno. Qui non si vive ma si sopravvive tra i miasmi che provengono dal sito di stoccaggio che si trova in via Ingegno, gli incendi, il degrado e lo sversamento illecito di rifiuti da parte degli incivili- ha affermato la deputata Virigina Villani assieme al consigliere regionale Michele Cammarano- Uno scenario decadente e pericoloso dal punto di vista ambientale. A Sarno, la salute dei cittadini non si è affatto tutelata. Abbiamo già interessato del problema il sottosegretario all'ambiente Ilaria Fontana e abbiamo interloquito con le forze dell'ordine: è necessario andare fino in fondo, se vogliamo salvare la nostra terra. Non resteremo a guardare davanti all'ennesimo atto di violenza ambientale che uccide il nostro territorio. Questa è battaglia che ci vede protagonisti ma non può essere combattuta senza l'aiuto anche delle istruzioni locali a cui chiediamo di garantire più controlli in quest'area. Si potrebbe pensare di intensificare il monitoraggio con l'utilizzo di telecamere di videosorveglianza, con un incremento anche di uomini dei corpi volontari e delle associazioni ambientalistiche, come le guardie ambientali.”. La senatrice Luisa Angrisani ha chiosato “Attendiamo di conoscere le cause dell'incendio con la speranza che eventuali responsabilità non restino impunite. Non lo possiamo permettere. Dal punto di vista ambientale è assurdo tutto quello che accade nella Città di Sarno, per di più in una zona a ridosso del nostro Ospedale. Tra incendi periodici e odori nauseabondi che stanno esasperando gli animi di tutti, sono preoccupata per la salute e il futuro dei miei concittadini”.

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