Nel comune di Sant’Antonio Abate è stata sequestrata un’azienda operante nel settore della produzione di carni, al termine di un’attività investigativa che ha portato alla luce gravi violazioni in materia ambientale.
Gli investigatori hanno accertato che il ciclo produttivo della ditta convogliava le acque di processo direttamente nella rete fognaria comunale, bypassando completamente l’impianto di depurazione previsto, risultato peraltro non funzionante. Una condotta che avrebbe determinato uno sversamento illecito di reflui industriali, con potenziali conseguenze dannose per l’ambiente.
Nel corso dei controlli è stata inoltre riscontrata la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti solidi speciali, anche pericolosi, depositati in un’area non autorizzata e in modalità non conformi alla normativa vigente.
Alla luce delle irregolarità emerse, i militari hanno proceduto al sequestro dell’intero complesso aziendale. Sotto sequestro anche la condotta utilizzata per lo scarico diretto dei reflui industriali in fogna, che è stata contestualmente tombata, sei vasche interrate e le aree destinate al deposito temporaneo dei rifiuti speciali.
Il provvedimento si è reso necessario per impedire la prosecuzione delle condotte illecite e scongiurare un ulteriore aggravamento delle conseguenze ambientali.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività previste dal protocollo d’intesa per il contrasto ai fenomeni di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, con il coinvolgimento delle Procure Generali di Napoli e Salerno, dell’ARPAC e degli organi di polizia giudiziaria competenti, tra cui la Polizia Metropolitana.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità.


