Sarno, ancora un incendio nella cava sotto sequestro: in fiamme rifiuti e il Monte Saro. Cresce la rabbia dei cittadini: "Basta ecomafie ed ecoreati"
Un'altra giornata di paura, fumo e rabbia per Sarno. L'ennesimo incendio, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe di origine dolosa, è divampato nella mattinata di ieri nell'area della cava dismessa e sottoposta a sequestro di Vallone Monaco a Foce. Le fiamme hanno interessato i cumuli di rifiuti presenti nell'area per poi propagarsi rapidamente alla vegetazione del Monte Saro, alimentate dal vento e dalle alte temperature.
Una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, ha avvolto parte della città, suscitando forte preoccupazione tra i residenti. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, uomini della SMA Campania e Protezione Civile, ma per contenere il vasto fronte del fuoco è stato necessario l'impiego di tre Canadair, impegnati per ore in continui lanci d'acqua sulla montagna.
Intanto, sui social network è esplosa la protesta. Numerosi cittadini denunciano un senso di abbandono e chiedono controlli più incisivi..Tra i commenti prevalgono paura e amarezza. Molti collegano episodi come questo ai rischi per la salute pubblica, altri parlano apertamente di degrado e chiedono che i responsabili vengano individuati e puniti con severità.
Intanto prende forma anche una mobilitazione popolare. Nelle ultime ore è stato lanciato un appello rivolto a tutta la cittadinanza affinché si organizzi una grande manifestazione contro le ecomafie e gli ecoreati :"Adesso è il momento di farci sentire. La città deve scendere in piazza. Dobbiamo costruire una manifestazione aperta a tutti, senza distinzioni. Basta con chi specula sulla nostra salute e mette a rischio il futuro dei nostri figli. Adesso veramente basta."
L'iniziativa punta a coinvolgere associazioni, comitati e semplici cittadini in una mobilitazione unitaria per chiedere maggiore tutela del territorio, bonifiche, controlli costanti e un deciso contrasto ai fenomeni di criminalità ambientale. L'ennesimo rogo riapre quindi interrogativi che la comunità sarnese pone ormai da tempo: come sia possibile che un'area sottoposta a sequestro continui a essere teatro di incendi e se le misure di vigilanza e prevenzione adottate siano realmente sufficienti a impedire il ripetersi di episodi che mettono a rischio ambiente, salute e sicurezza pubblica.

