A Ravello inizia il conto alla rovescia per recarsi alle urne ed eleggere il prossimo sindaco e la nuova giunta comunale. Tre sono i candidati a Palazzo Tolla: l’attuale primo cittadino Paolo Vuilleumier che cercherà la riconferma, Salvatore Di Martino e Nicola Amato, quest’ultimo a capo della lista civica ‘Ravello nel cuore’, finora l’unico a voler affrontare la questione della SP1 Tramonti-Ravello, cui giorni fa abbiamo dedicato un articolo per diffondere la notizia di una petizione popolare per riaprire un’arteria troppo importante per i cittadini di Ravello, Scala, Amalfi e non solo.
Signor Nicola Amato, perché la scelta di candidarsi a sindaco?
Cinque anni fa abbiamo iniziato un percorso che era alternativo al duopolio che c’era qui a Ravello, una volta vinceva una lista, una volta un’altra lista e così è andata avanti per circa un trentennio. La gente era costretta a scegliere il meno peggio tra l’uno e l’altro. Con la nostra presenza è cambiato un po’ tutto, tant’è vero che noi siamo giunti secondi alla competizione di cinque anni fa avendo il consenso di 550 voti, un risultato importante per un raggruppamento che ci provava per la prima volta.
In questi anni l’attenzione politica di Ravello si focalizzata soprattutto sull’Auditorium e sulla Fondazione, forse dimenticando che in una delle città più belle del mondo molte zone sono prive di fognature…
Si è parlato solo di Fondazione e della governance della Fondazione negli ultimi dieci anni, questo ha distratto un po’ i politici dal preoccuparsi dei problemi della gente. Le periferie ma anche il centro urbano è stato un po’ trascurato. E un distretto turistico di alta qualità come Ravello non può permettersi errori, quindi Fondazione fino ad un certo punto, ma non dà a Ravello quel di più che dovrebbe dare. La Fondazione deve essere veramente rifondata perché così non può andare, è solo una lotta politica e di potere.
Il problema che preme maggiormente i cittadini di Ravello, ma non solo, è forse la SP1 che collega Tramonti alla cittadina. Lei, anche come dipendente comunale, ha avuto modo di seguire da vicino questa vicenda. Perché questa situazione non si riesce a sbloccare?
Il problema è di natura politica e di incapacità amministrativa. Quando l’azione amministrativa non viene seguita in modo corretto è normale che non produce effetti e perde di efficacia. A Ravello sono giunti milioni e milioni e nelle righe del bilancio regionale si potevano trovare quei 4 o 5 milioni per risanare a monte il costone che produceva, durante il periodo delle piogge, queste frane continue che mettevano a rischio la viabilità e soprattutto la tutela delle persone che transitavano sotto quei costoni rocciosi. Il problema però è complessivo di tutta la Costiera, ma al di là di quello… Io avrei voluto fare disobbedienza civile, chiudere veramente e ingolfare quella strada così che non poteva camminare più nessuno. A quel punto i riflettori della politica avrebbero spostato l’attenzione sulla Strada Provinciale verso Ravello.
Nel caso di una sua elezione a sindaco è possibile fare una promessa concreta ai cittadini per risolvere questo annoso problema?
Andremo a battere i pugni sui tavoli regionali che sicuramente si impegneranno. Penso che il gioco delle tre carte fatto fino ad oggi dalla politica, Fondazione si o Fondazione no, abbia messo in cattiva luce Ravello. Questo è stato il motivo principale. Se non fosse successo questo noi oggi avremmo avuto una strada rinnovata. E poi non è soltanto la SP1, c’è anche la SP2 in pessime condizioni. Il problema è che abbiamo pensato solo come a governare la Fondazione, questa è la verità. Poi per il semplice fatto che si riesce a circolare violando i divieti… tutti sono contenti e andiamo avanti così. Qualcosa dobbiamo fare!


