Maiori, gonfiabili pericolosi: l'ira dell'opposizione

24 Agosto 2016 Author :  

Assenza di manutenzione, di sicurezza e pericoli per i cittadini: i consiglieri di opposizione scrivono al sindaco e accusano: “C’è molto vento in questi giorni, il che in primis espone la nostra Costa al ricorrente rischio (delinquenziale) degli incendi, e nel contempo infastidisce non poco bagnanti ed ospiti. Ma quel che si vede nel video amatoriale che ripigliamo da Amalfi Notizie è tutt’altra cosa. Un gonfiabile fino a poco prima utilizzato dai bambini sull’arenile di San Francesco, messo in opera dall’azienda affidataria dell’area, prende il volo e naviga per cinquecento metri fino alla foce del Regina. Il gonfiabile non era svuotato e fissato a terra, come avrebbe dovuto in caso di vento forte. Non era ancorato, o non era ancorato adeguatamente, come avrebbe dovuto in qualsiasi caso. Per quanto ne sappiamo non è a norma ed è privo di omologazione. Dulcis in fundo, non è che sia nemmeno della ditta D’Avino, ma verosimilmente della Porto di Maiori Spa in liquidazione, ossia del Comune di Maiori; e va da sé che non risultano atti del liquidatore che autorizzino l’uso (a pagamento o meno) dell’attrezzatura societaria – scrivono Enrico Califano, Lucia Mammato e Maria Teresa Laudano - Su questa storia del solarium, dei magazzini del porto e della spiaggia di San Francesco fin dall’inizio è stata invano sollecitata attenzione alla discutibile procedura; solo qualche giorno fa – nel perdurante silenzio complice - è stata chiesta inutilmente pubblica ragione del mancato rispetto dei livelli occupazionali magnificati nella proposta progettuale e dei lavori nei magazzini previsti dall’appalto; oggi siamo a chiedere di chi sia la responsabilità per la consegna senza corrispettivo di materiale pubblico ad una società privata, e chi abbia omesso le misure di prevenzione in materia di sicurezza, mettendo a rischio bambini e cose. Certo, per avere risposte ci vorrebbe un’Amministrazione: e la situazione di Maiori su questo non aiuta. Ma sarebbe apprezzato un segnale di esistenza a tutela del bene pubblico da parte di chi al momento recita questa parte. Magari cominciando a mettere seriamente in discussione una sub concessione demaniale partita male e che ogni giorno che passa fa acqua da tutte le parti. Già… perché è bene ricordarcelo tutti: il porto, e così le spiagge, e il Corso Reginna, e il suolo pubblico, e i giardini, e i soldi del comune e ogni altra cosa in questa città non sono proprietà dell’amministratore (diciamo così) di turno. Sono, nel bene e nel male, patrimonio di noi tutti” concludono Enrico Califano, Lucia Mammato e Maria Teresa Laudano.

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