Cava. Imposta di soggiorno, task force anti-evasione
Prosegue il giro di vite dall'amministrazione comunale, per rimpinguare le entrate che riguardano il capitolo di bilancio relativo alla tassa di soggiorno, l'imposta applicata a carico dei soggetti non residenti che pernottano nelle strutture ricettive della città. In questi anni, a fronte di un introito previsto in circa 40mila euro annui, nelle casse del Comune sono arrivati poco più di 750 euro. Per questo, in esecuzione alle modifiche apportate al regolamento comunale che disciplina l'applicazione della tassa, anche alla luce di alcune sentenze dalla Corte dei Conti, lo scorso marzo l'amministrazione aveva stabilito con precisione i soggetti coinvolti nell'imposta, specificando che il gestore della struttura ricettiva provvede alla riscossione dell'imposta e risponde del corretto e integrale riversamento dell'imposta riscossa al Comune di Cava, quale agente contabile secondario. In Comune intanto c'è un funzionario addetto solo al controllo di questa imposta.


