Sant'Egidio del Monte Albino. Forno crematorio: il comune di Pagani ha effettuato una richiesta di accesso agli atti

22 Novembre 2019 Author :  

Costruzione del forno crematorio nel cimitero di Sant’Egidio del Monte Albino: il comune di Pagani ha effettuato una richiesta di accesso agli atti per avere copia della documentazione relativa alla costruzione del forno crematorio.
Non si placano, dunque, le polemiche sulla costruzione del forno crematorio. Dopo l’incontro dibattito organizzato dal comitato “No Forno crematorio”, presieduto dall'avvocato Alessandra Petrosino, dove i relatori hanno posto l'accento sulla questione ambientale del territorio, il consigliere comunale di Pagani Nicola Campitiello nei giorni scorsi, ha protocollato una dettagliata richiesta al comune di Pagani per una verifica da effettuare da parte dei tecnici comunali sulla regolarità del progetto. Nel dettaglio Campitiello chiede al comune di Pagani di “accertare la distanza effettiva dell'impianto dalle abitazioni del comune di Pagani”. Nella stessa lettera indirizzata al vicesindaco Anna Rosa Sessa e ai geometri comunali Panariello e Guarro precisa “sembrerebbe che in Italia non esista ancora una norma unitaria disciplinante la realizzazione degli impianti di cremazione e le loro conseguenti emissioni. Sono le regioni e/o province, quindi, a stabilire dei limiti specifici in relazione alla localizzazione dell'impianto ed alla tecnologia adottata. La legge 130 del 2001, ‘Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri’, prevede infatti l’emanazione di uno specifico provvedimento interministeriale in materia, non ancora però intervenuto, nel quale dovrebbero essere definite le norme tecniche per la realizzazione dei crematori, relativamente ai limiti di emissione, agli impianti e agli ambienti tecnologici, nonché materiale per la costruzione delle bare per la cremazione.
Quanto all'ubicazione dei forni, - continua Campitiello - il decreto del Presidente della Repubblica 285 del 1990 “Approvazione del regolamento di polizia mortuaria” (all'articolo 78) che questi siano costruiti entro i recinti dei cimiteri e che il progetto di costruzione debba essere corredato da una relazione nella quale vengano illustrate le caratteristiche ambientali del sito, le caratteristiche tecnico-sanitarie dell'impianto e i sistemi di tutela dell'area dagli inquinamenti. I cimiteri, dal canto loro, in base all'articolo 338 del regio decreto 1265 del 1934 “testo unico delle leggi sanitarie” (così come modificato dell'articolo 4 della legge 130 del 2001) devono essere distanti almeno 200 metri dai centri abitati (tranne il caso di cimiteri di urne) ed è vietato costruire intorno gli stessi nuovi edifici e ampliare quelli preesistenti entro il raggio di 200 metri.
Si fa presente – conclude Campitiello - che in centro abitato, così come definito dal Codice della Strada (articolo 3 punto 8 del decreto legislativo 285 del 1992), è un ‘insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. Per ‘insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di 25 fabbricati ed aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada’”.

Lo stesso Nicola Campitiello da medico sottolinea come l’incenerimento di salme, di bare e accessori genererebbe un inquinamento in atmosfera non trascurabile, questo è quanto riporta una nota informativa dell’Isde Italia, associazione dei medici per la tutela dell'ambiente.

Nei giorni scorsi anche il consigliere comunale del comune di Pagani Santino Desiderio (M5S) aveva inviato una nota al comune di Pagani chiedendo la richiesta di accesso agli atti presso il comune di Sant’Egidio del Monte Albino.

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