di Danilo Ruggiero
330 mila euro per acquisire l’area del lungofiume, ma dopo un anno il polmone verde della città resta ancora nel degrado. Era il gennaio del 2019, quando dopo una lunga vertenza al Tribunale delle Acque di Napoli, il Comune di Sarno decise di giungere ad un accordo con i proprietari di un’area confinante con il lungofiume di Foce versando 330 mila euro in loro favore. Ma da allora nessun intervento di manutenzione è stato fatto nell’area, benché nel piano regolatore comunale la zona sia stata definita “a vocazione turistica”. Ma, la situazione dell’area verde cittadina è davvero paradossale e l’inizio della storia risale a molto tempo fa. Negli anni Novanta, una coppia di coniugi acquistò alcuni fondi che costeggiano il fiume Sarno ottenendo anche una concessione edilizia per la costruzione di un immobile. Su questi fondi, ritenuti erroneamente di proprietà demaniali, nel 2005, su proposta del commissario delegato per il superamento dell’emergenza del fiume Sarno, venivano avviati alcuni lavori di riqualificazione, che portarono all'inaugurazione di un percorso pedonale costeggiante l’area della sorgente. I proprietari si rivolsero allora al Tribunale Regionale delle Acque per ottenere la rimozione di quanto realizzato, oltre che il risarcimento dei danni. Nel luglio del 2013, la loro domanda veniva accolta, con condanna del Commissario nonché del Comune di Sarno. Cosi, al fine di giungere ad un accordo con i privati, nel 2018 il dirigente comunale Aniello Casola predispose una perizia dell’area per poi essere definitivamente acquisita dal Comune di Sarno nel gennaio 2019 con un atto transattivo tra le parti. Sul tema è intervenuto il consigliere di minoranza Giovanni Montoro “Foce rappresenta una zona dalle enormi potenzialità naturalistiche e turistiche, ma lo stato di abbandono e l'assenza di ogni forma minima di manutenzione ordinaria al Rio Foce e del lungo fiume rapprsentano una situazione assurda-ha esordito Montoro- Il Comune di Sarno nella scorsa consiliatura ha acquistato dai privati alcuni terreni e dei manufatti di calcestruzzo già realizzati sui fondi esistenti spendendo centinaia di migliaia di euro pagate dai tutti i cittadini di Sarno. La promesse elettorali erano di rilanciare e investire nell'area ma è rimasto lettera morta. A tutt'oggi, però, si trova nel completo degrado e nell'incuria. Lungo gli stessi argini delle famose sorgenti del Sarno non vengono effettuati interventi semplici di manutenzione e pulizia. A questa inverosimile situazione si aggiunge la mancata valorizzazione del teatro ellenistico di Foce e la chiusura da anni del Centro Polifunzionale di Foce costruito con fondi dello Stato e in un area sequestrato alla Criminalità Organizzata. La situazione è ormai intollerabile anche perché i cittadini sono afflitti, soprattutto con l'avvicinarsi della primavera, dai disagi creati dall'impianto di Biogas". Montoro continua "L'assessore Viscardi e i suoi colleghi assessori, invece di perdere continuamente tempo sui social alla ricerca spasmodica di visibilità, dovrebbe occuparsi delle cose concrete, delle bellezze e del patrimonio di Sarno ormai dimenticate". Foce, quindi, località dotata di bellezze naturalistiche ed archeologiche, è abbandonata a se stessa.


