"Salviamo l’Ospedale”: un gruppo di cittadini fa partire una raccolta firma per salvaguardare il presidio sanitario locale in continua emergenze di personale.
L’associazione solidale “Nuova Officina”, in collaborazione con le associazioni “Branco Solidale” e “Asi”, ha raccolto 300 firme per la petizione popolare in difesa dell’ospedale Martiri del Villa Malta. La giornata di raccolta firme, la prima di sei appuntamenti, è stata organizzata dagli attivisti sarnesi Claudio Pagano e Gabriele Bello, insieme ai referenti delle altre associazioni Nando Scarpati ed Alfredo Scavone.
A spiegare i contenuti dell’iniziativa, e le ragioni che hanno portato alla mobilitazione di varie associazioni, è stato Claudio Pagano: “Mai come oggi abbiamo la consapevolezza che la sorte del nostro ospedale e dell’assistenza sanitaria sia fortemente a rischio e temiamo che, nonostante i provvedimenti finora attuati dall’azienda sanitaria, il presidio ospedaliero venga ulteriormente depotenziato- ha esordito l’attivista- Le criticità che già affliggevano il nostro nosocomio, quali la carenza di personale, la mancata programmazione, gli scarsi investimenti, si sono pesantemente acuite . Il blocco del turnover, il rinvio dei concorsi, le farraginose procedure di reclutamento sono il vero nodo cruciale da affrontare”.
Claudio Pagano ha aggiunto “Bisogna urgentemente rinnovare il contingente in servizio e, per far questo, servono assunzioni vere, non somministrazioni di lavoro o incarichi a tre e sei mesi. A Sarno in questo momento a mala pena si fa fronte alle urgenze. Con l’organico ormai drasticamente ridotto in alcuni reparti, non si riuscirà a garantire neppure i servizi essenziali”.
Ed infine “Sempre più numerosi sono i medici che chiedono di essere trasferiti in altre Asl o che decidono di licenziarsi, che preferiscono andar via perché non riescono a sopportare di non essere messi nelle condizioni di poter svolgere adeguatamente il loro lavoro, di non farcela più a reggere il peso delle attività ordinarie e straordinarie quotidiane, con conseguente aumento del rischio di errori e di incidenti. La nostra non è una protesta contro qualcuno, ma la manifestazione di un bisogno reale, che ha lo scopo di perseguire un nobile obiettivo: la salvaguardia del diritto alla salute”.


