"E mentre ancelle e scudieri del Sindaco la definiscono “polemica”, io la chiamo partecipazione, responsabilità, coscienza civica. - scrive in una nota il consigliere comunale di Forza Italia Maria Rosaria Aliberti -
Se chiedere trasparenza e rispetto significa essere “polemici”, allora sì è una polemica di cui Sarno ha bisogno. Le vere campagne denigratorie non nascono da chi pretende verità, ma da chi nasconde interessi personali dietro la maschera istituzionale. E mentre qualcuno tenta di zittire le voci critiche, la città continua a soffocare tra disservizi e contraddizioni.
La mensa scolastica non è un favore, è un diritto.
E quando un Comune non riesce a garantirlo, la domanda non è solo se qualcuno debba dimettersi, ma come si sia potuti arrivare a tanto.
Oggi, a Sarno, la mensa scolastica è ancora ferma.
Mentre in tanti Comuni della provincia i bambini siedono regolarmente a tavola, qui le famiglie devono ancora arrangiarsi con il pranzo a sacco: un disagio quotidiano che pesa sulle classi a tempo pieno e su chi lavora.
Il Sindaco Squillante annuncia che il servizio ripartirà l’ultima settimana di ottobre.
Ma due mesi di ritardo non sono un dettaglio: sono la prova di una gestione improvvisata, senza programmazione, che interviene solo quando il problema esplode.
Il contratto di refezione scolastica era scaduto nella primavera 2025: c’era tutto il tempo per predisporre una nuova gara. Invece si è arrivati a fine settembre con un affidamento diretto più costoso e meno trasparente.
È la fotografia di un metodo amministrativo opaco, poco trasparente: annunci, ritardi, scaricabarile.
Un’amministrazione che naviga a vista e trasforma ogni emergenza in un’occasione di propaganda.
Per questo chiedo che l’Assessore alla Pubblica Istruzione si assuma le proprie responsabilità e rassegni le dimissioni. Ma non basta: il Sindaco deve spiegare ai cittadini come si sia arrivati a un tale fallimento organizzativo e quali misure intenda adottare per evitare che la storia si ripeta.
Perché chi governa non può nascondersi dietro un comunicato, né raccontare come un successo ciò che è, a tutti gli effetti, un segno di incapacità amministrativa.
Chi chiede trasparenza non fa polemica: difende un principio, esercita un diritto e rispetta la fiducia dei cittadini. La buona politica non teme le domande, le accoglie.
E Sarno ha bisogno, oggi più che mai, di verità, chiarezza e rispetto per la cosa pubblica".

