Continua l’attacco di Forza Italia Sarno al Partito Democratico cittadino.
Non si arresta il botta e risposta politico dopo la replica del segretario del Pd locale, Domenico Manzo. A tornare all’attacco è Giuseppe Agovino, dirigente provinciale di Forza Italia, che rilancia le sue critiche alla linea politica dei democratici sarnesi, accusandoli di aver rinunciato a una leadership autonoma e di aver smarrito la propria identità all’interno dell’attuale maggioranza consiliare.
Secondo Agovino, il Pd, pur forte di un consenso elettorale rilevante alle ultime regionali, avrebbe scelto di non esercitare un ruolo politico centrale nella guida amministrativa della città, preferendo sostenere soluzioni civiche e rinunciando a esprimere una chiara proposta di governo. Una scelta che, a suo avviso, avrebbe prodotto un progressivo svuotamento del confronto politico e una gestione amministrativa appiattita sulla figura del sindaco.
"Definire “provocazioni” o “strumentalizzazioni” una semplice lettura dei fatti politici è un artificio retorico utile solo a spostare il focus ed evitare il merito. Quanto al presunto “interesse” di Forza Italia per quello che succede in casa Pd, la realtà è chiara: non è interesse, è fisiologia democratica. Quando un partito rivendica centralità nell’amministrazione, le sue scelte - e soprattutto le sue rinunce - diventano inevitabilmente oggetto di giudizio pubblico. Pensare il contrario significa confondere la politica con una proprietà privata.
Non era mia intenzione soffermarmi sul dato delle elezioni regionali, perché non è il cuore della contestazione e, anzi, rafforza quanto sostenuto. La sola lista Pd a Sarno ha raccolto il 19,36% dei consensi: un dato significativo che rende ancora più grave la scelta politica compiuta. Con questo consenso, il Pd ha deciso di non esprimere leadership, di non indicare candidati e di appoggiare soluzioni civiche riconducibili al centrodestra. Rivendicare consiglieri e assessori non colma il vuoto politico. Senza una linea autonoma, la partecipazione amministrativa diventa gestione passiva.
Quando tutto viene ricondotto all’azione del sindaco, il partito perde identità e capacità di incidere. Ed è proprio questo il nocciolo della questione. Tutti ricorderanno l’idea di Francesco Squillante, partecipare alla competizione elettorale con una sola lista, ebbene tutti quelli che sta facendo oscurare la politica, i partiti e gli stessi uomini che lo circondano sono riconducibili alla “soluzione finale”: azzerare l’azione politica dei partiti provando a svuotarli, omologando tutti i pensieri nn è un bene per la politica.
Non ricordiamo un provvedimento che possa essere riconducibile ad un consigliere o ad un assessore. Una sola figura primeggia quella del sindaco 'dittatore'. Si racconta di ordini di scuderia per gli amministratori di maggioranza a partecipare a tutte le manifestazioni, ovviamente tutti rigorosamente in seconda fila.
Appiattire il confronto, non è un plus, la competizione tra partiti, tra esponenti è una sana pratica che permette a tutti di migliorarsi e dare il massimo, altrimenti siamo costretti a vantarci del nulla. E forse non è solo un caso locale. Basta guardare alle recenti dimissioni del sindaco Napoli a Salerno per cogliere un metodo: lo stesso metodo di comando e controllo, scelte rinviate, equilibri preservati, strategie di posizionamento. Ed è legittimo chiedersi che fine abbiano fatto, a Sarno, i voti di chi ha creduto nel Pd".
Così Giuseppe Agovino, dirigente provinciale di Forza Italia, commenta l’attuale momento politico della maggioranza consiliare di Sarno.

