Bando per affidamento serra grande ubicato nella villa comunale di Scafati
Le dichiarazioni rilasciate dal capogruppo di Scafati Arancione, Francesco Carotenuto, in merito al bando per l’affidamento della Serra Grande all’interno della Villa Comunale di Scafati meritano alcune doverose precisazioni.
Quando si parla della gestione di un bene pubblico così importante per la città, il confronto politico deve basarsi su trasparenza, responsabilità e rispetto del ruolo delle istituzioni.
"Ancora una volta l’amministrazione comunale decide di intervenire su uno dei luoghi più simbolici della nostra città — la Villa Comunale — con modalità che sollevano più di una perplessità. - scrive il capogruppo di Scafati Arancione Francesco Carotenuto -
Parliamo della concessione della Serra Grande all’interno del Parco Wenner, un bene pubblico che rappresenta un patrimonio storico, ambientale e sociale della città. Eppure il bando predisposto dall’amministrazione lascia aperte alcune domande che meritano risposte chiare.
Innanzitutto la concessione durerà ben cinque anni, con un canone base di appena 3.000 euro annui. Una cifra che appare francamente modesta se rapportata alla posizione strategica della struttura e al valore di uno spazio pubblico nel cuore della villa comunale.
Ancora più curioso è il meccanismo di aggiudicazione: 70 punti su 100 sono attribuiti alla proposta tecnica e gestionale, mentre solo 30 punti all’offerta economica.
In altre parole, il peso decisivo non sarà quanto si offre alla città, ma come si racconta il progetto sulla carta.
E questo inevitabilmente apre un interrogativo politico: quanto sarà davvero competitivo questo bando? E soprattutto: quante realtà saranno realmente nelle condizioni di partecipare?
Perché quando la componente discrezionale diventa così rilevante, il rischio è che i bandi sembrino costruiti più per indirizzare che per aprire alla vera concorrenza.
Naturalmente non stiamo dicendo che ci sia qualcosa di irregolare. Ma quando si tratta di uno spazio pubblico così importante, la trasparenza deve essere totale e percepita come tale.
Per quanto mi riguarda la mia visione è diametralmente opposta a quella di questa amministrazione e le soluzioni che avrei adottato sono molteplici:
1) Bando realmente aperto alla città
Una concessione costruita coinvolgendo associazioni culturali, università, operatori del verde urbano e realtà sociali, con un progetto condiviso per la rigenerazione dello spazio pubblico.
2) Hub culturale e ambientale
La serra potrebbe diventare un centro di educazione ambientale, spazio per laboratori scolastici, incubatore di eventi culturali e punto di aggregazione per giovani e famiglie.
3) Modello di gestione trasparente
Prevedere un comitato di monitoraggio pubblico, rendicontazione annuale delle attività e un calendario eventi condiviso con la città.
La Villa Comunale non è un immobile qualsiasi. È uno dei luoghi identitari della nostra città.
Per questo motivo continueremo a vigilare affinché ogni scelta che riguarda questo patrimonio avvenga nella massima trasparenza e nell’interesse esclusivo dei cittadini.
Perché quando si parla di beni pubblici così importanti, anche il minimo dubbio merita il massimo della chiarezza".


