di Francesco Apicella
Nel 2013 l’Arena di Verona ha festeggiato i suoi primi 100 anni come tempio indiscusso della lirica e, poiché nel lontano1913 era stata proprio l’ “Aida” di Giuseppe Verdi ad inaugurare l’apertura di questo magnifico teatro all’aperto, per ricordare quell’evento straordinario il 15 giugno 2013 è stata allestita una nuova produzione di quest’opera, trasmessa in diretta, con grande successo, in ben 130 paesi del mondo. Fiorenza Cossotto, famoso e apprezzato mezzosoprano che, tantissime volte ha incarnato sulla scena, con superba e insuperabile bravura, il personaggio ingannevole, disposto a tutto, crudele, ma intimamente lacerato, di Amneris, figlia del faraone d’Egitto e rivale in amore, senza speranza di vittoria, di Aida, la schiava etiope, ha ricordato in quell’occasione un gustoso aneddoto legato ad una delle tante rappresentazioni dell’Aida a cui lei ha partecipato. “Nella prima scena del secondo atto” racconta la Cossotto “io, Amneris, sono nelle mie stanze, pronta ad affrontare Aida, fingere che Radames sia morto in battaglia e spingerla, con l’inganno, a confessare il suo amore per lui, le mie ancelle si danno da fare per abbigliarmi sontuosamente per la festa trionfale della vittoria degli Egiziani sugli Etiopi, dai tripodi si eleva il profumo degli aromi e giovani schiavi mori, danzando, agitano ventagli di piume. Tutto è perfetto per il famoso duetto canoro, che seguirà a breve, tra me e Aida. Per questa scena il regista voleva che fossi, in palcoscenico, come un idolo, una dea maestosa e irraggiungibile e, per ottenere questo effetto, mi ha vestita tutta d’oro e mi ha messo su un praticabile”. Il praticabile (n.d.r) ,in teatro, è un piano sopraelevato rispetto al palcoscenico, sul quale possono trovare posto, durante la loro esibizione, cantanti e attori.
“Sollevata così in alto sembravo una statua alta tre metri e, per rendere ancora più credibile questo effetto la gonna che indossavo era stata fissata saldamente, con dei chiodi, al praticabile. Senonchè, all’improvviso, nonostante le previsioni benevoli del tempo, cominciò a piovere. Goccioloni grossi, enormi, sempre più copiosi e consistenti, fino a diventare una pioggia a dirotto! Tutti scapparono via e le mie ancelle, incuranti della loro padrona e signora, se la diedero a gambe levate, fuggendo a destra e a manca. Rimasi solo in scena, inchiodata e immobile sul praticabile, come un Cristo in croce!.”
“Aiutatemi” gridai, con quanto fiato avessi in gola “venite a schiodarmi, venite a svestirmi!”
Inconvenienti del genere succedono spesso, in palcoscenico, soprattutto quando il diavolo, in coppia col maltempo, ci mette la coda. Naturalmente quando la pioggia cessò e l’opera riprese, gli applausi per l’esibizione eccellente della Cossotto, si sprecarono e vennero giù, è il caso di dirlo, scoscianti come pioggia.


