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"Si nun me mparavo, nun magnavo!", l'aneddoto su Alvaro Vitali

17 Giugno 2022 Author :  

di Francesco Apicella

“Da ragazzo” ha raccontato Alvaro Vitali nel programma “Oggi è un altro giorno”, condotto su Rai 1 da Serena Bortone, ero famoso per il fischio del merlo e sapevo imitare quest’uccello alla perfezione, in tutti i fischi del suo repertorio. Era il 1969 e a Cinecittà stavano facendo i provini, nello Studio 5, per completare il casting di “Fellini Satyricon”, il nuovo film di Federico Fellini. Lo Studio 5, che è grandissimo, era pieno di gente di tutti i tipi: gente alta, bassa, grassa, magra e c’era pure tanta gente del circo. Fra tutta questa gente, sperduto come una goccia nel mare, c’ero anch’io e aspettavo, impaziente, che mi chiamassero per il provino. “Hai visto mai che mi prendono per fare una parte nel film” pensavo “non si sa mai”A un certo punto, dopo che avevano fatto tutti i provini, esce fuori un capogruppo e, guardando me e un ragazzetto di Napoli, fa:” Che siete rimasti solo voi due? Entrate, va’!” Appena entro, vedo una scala altissima e sopra c’era una sciarpetta bianca, un cappello e una luce grande. Era lui, in persona, Federico Fellini! E, poi, sento la sua caratteristica vocina che diceva:” Chi è di voi due che sa fare il fischio del merlo? Il fischio era il mio forte e, senza farmelo dire due volte, ho cominciato a fischiare come un pazzo, sfoggiando una vasta gamma di fischi,da quello classico dei pecorari a quelli variegati degli uccelli. Sentendo quel concerto di fischi, Federico si è messo a ridere un po’ e, poi, ha detto:”Non perdiamo tempo, prendete lui che l’altro ancora aspetta il merlo”. Da allora è cominciata la mia collaborazione artistica con Fellini, mi chiamava Alvarino e io lo chiamavo il Faro o, semplicemente, Dottore. Con lui ho fatto 4 film: “Fellini Satyricon” “I clowns” “Roma” e “Amarcord”. Quando mi ha chiamato per il film “Amarcord”,mi disse che dovevo rimanere solo per qualche giorno sul set e, poichè facevo l’elettricista in un negozio a Trastevere, per potermi assentare dal lavoro, avevo chiesto al principale un permesso di due o tre giorni. “Principà, devo da fa na cosetta co’ Fellini e c’ho bisogno di due, al massimo, tre giorni liberi” “Vabbè” mi rispose “due, tre giorni, te li posso pure dà, ma non di più”. Ma i giorni di lavoro, sul set, invece di due o tre divennero 7 e, quando sono ritornato in negozio, il principale mi ha mandato via, dicendomi: “Alvà, me dispiace ma ho preso un altro ragazzo, me serviva!”. E così andai da Federico e glielo dissi:” Dottò, io non posso più venire perché il mio principale mi ha mandato via, ha preso un altro ragazzo e io mi devo trovare un nuovo lavoro” “Ma no, non ti preoccupare, ci vengo io a parlare col tuo principale, glielo dico io” “No, no, ormai mi ha mandato via. Ha preso un altro ragazzo, devo trovarmi qualcos’altro da fare. Ma Fellini, che aveva un cuore d’oro ed era molto generoso, mi venne incontro. “No, no, tu non ti trovi niente, vieni tutti i giorni qui, ti vesti con gli abiti di scena, ti trucchi e ti metti seduto” Al posto di soli 7 giorni, mi ha fatto fare 7 mesi di lavoro, ogni tanto mi chiamava e mi faceva fare qualche piccola cosa. Con lui si parlava di tutto ma, soprattutto, dei suoi disegni, mi raccontava che i personaggi dei suoi film prima li disegnava e, poi, dal disegno, vedeva qual era l’attore che poteva andare bene per quella parte. Incuriosito, gli chiesi:” Quando ha scelto me, in cosa mi ha visto” “In una zanzara” mi ha risposto “il tuo naso mi ha ricordato il pungiglione di una zanzara”. Quando facemmo il film “Roma”, mi chiese di imparare, in fretta, a ballare il tip tap. “A dottò, ma io conosco solo il twist e il cha cha, nun so’ bono a ballà il tip tap” “Alvarì, devi imparare a ballare il tip tap. Assolutamente! Ti mando da Gino Landi, è un grande coreografo, te lo insegnerà lui ma ci dobbiamo sbrigare perché dobbiamo iniziare a girare” “Dottò, nun glie prometto niente, quello che posso fare faccio, è la prima volta che lo ballo”. Dopo 7 giorni mi chiama e mi dice:”Facciamo le prove!” Aveva ricostruito il teatro Ambra Jovinelli nello studio 5 di Cinecittà ed io, salito sul palcoscenico, accompagnato da una musica trascinante, cominciai a ballare il tip tap in maniera frenetica, come se Fred Astaire si fosse impossessato del mio corpo. “Ammazza, che fenomeno che sei! In soli 7 giorni hai imparato a ballare il tip tap così bene, ma come hai fatto?” “?A fame, dottò, si nun me mparavo, nun magnavo!”. Alvaro Vitali, attore prolifico del cinema italiano,grazie alla sua bravura, alla sua simpatia e ad una mimica facciale camaleontica, ha avuto una carriera artistica intensa, è stato diretto dai più grandi registi, da Fellini a Dino Risi, da Mario Monicelli a Roman Polanski, ha girato 150 film ed è rimasto nel cuore di tutti soprattutto per aver portato sul grande schermo, con grandissimo successo, il personaggio di Pierino, figura chiave di tante barzellette esilaranti. Augurandogli ogni bene dalla vita, sia in campo professionale che privato, lo ringrazio, anche a nome di tutti i suoi estimatori, per la carica di buonumore e di divertimento che, in tanti anni di carriera, ci ha regalato a piene mani.

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