Il Santuario, in solitaria posizione sul ciglio dell’alta parete rocciosa che sostiene l’altopiano di Anacapri, è una rustica costruzione, testimonianza dell’architettura tardogotica caprese, pare non anteriore al XV sec. L'eremo, ristrutturato nel ‘600, ha un’organizzazione spaziale molto sobria, di grazia francescana, con le 2 navate a crociera ed il semplice dormitorio da cui si gode una vista mozzafiato. Si pensa che il nome derivi da un'erba odorosa ("erba cetra o cedrina") che ivi si raccoglie oppure che sia legato a Venere Citerea e ad un’azzardata ipotesi della preesistenza in quei luoghi di un tempio romano a lei dedicato. L’interno della chiesa, in due navate, ospita due altari gemelli. Mentre la chiesa, col piccolo campanile rappresenta la parte più antica dell’edificio, la sagrestia fu aggiunta nel ‘600. Testimonianza della presenza degli eremiti, Francescani e Domenicani, sono le celle, l'ampia cucina, gli ambienti di servizio e l’orto. All’interno della chiesa è conservata l'immagine di S. Maria, cara soprattutto ai corallari anacapresi che, prima delle pericolose spedizioni in mare, usavano salire in pellegrinaggio alla chiesetta.
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