FISCIANO – A Penta di Fisciano, dopo 50 anni rischia di chiudere lo storico circolo sociale, per mezzo secolo punto di riferimento culturale e ricreativo della frazione del centro della Valle dell’Irno. I proprietari della struttura hanno infatti messo in vendita i locali, ed il circolo, pur avendo il diritto di prelazione ha delle difficoltà a pagare il mutuo, ieri è stata una giornata di mobilitazione. In mattinata si è tenuta una conferenza stampa, con il presidente Gaetano Avossa ed i componenti del consiglio direttivo: il vicepresidente Pasquale Pacileo, il segretario Pasquale Barra, il cassiere Amedeo De Angelis, ed i consiglieri, Giovanni Ricciardi, Matteo Picarella, Vincenzo Sica e Giovanni Spisso. Nel pomeriggio si è invece tenuta u’assemblea aperta a tutti i 200 soci. “Abbiamo delle difficoltà a pagare la rata del mutuo, che è molto elevata – dice il presidente Avossa – e per questo lanciamo un appello al presidente della Bcc e alle istituzioni per darci una mano.” Deciso a tenere in piedi la struttura il consigliere Vincenzo Sica, “se sparisce questo circolo, sparisce Penta, in quanto l’organismo rappresenta la storia della comunità. Per questo riteniamo che si debba compiere il massimo sforzo politico ed economico per non far chiudere il circolo.” Lo storico sodalizio, molto attivo nel comprensorio, naviga attualmente in cattive acque; le difficoltà maggiori nel non poter rispondere alle richieste economiche da parte dei proprietari sono dovute alla transitoria situazione di stallo vissuta dall'associazione. Una ensemble prestigiosa presente da oltre sessanta anni a Penta. Attualmente si registrano più di duecento membri, vale a dire quasi tutti gli esponenti delle famiglie pentane - che compongono il circolo sociale. La questione è molto sentita, nell'hinterland fiscianese; in molti, anche tra gli anziani del paese, hanno dato modo al circolo di esistere sul territorio promuovendo svariate iniziative di natura ludica, culturale e sportiva, ultima in ordine di tempo il torneo di scopone scientifico intitolato alla memoria di Rocco Cerato recentemente scomparso. Ma il sodalizio ha avuto e dovrebbe sempre avere innanzitutto una funzione sociale, di servizio alla comunità. Nel corso del tempo, tutto ciò è stato effettuato; ancora adesso, il presidente Gaetano Avossa garantisce la continuità di tale mission.
I soci si appellano alla buona volontà delle istituzioni e dei privati, anche dei cittadini, affinché non venga vanificata l'attività di questa associazione. "Non possiamo e non vogliamo vanificare anni e anni di sacrifici solo per le pur cospicue difficoltà economiche in questo periodo che stiamo attraversando" - dichiarano Avossa e Giovanni Ricciardi. "Che ci sia un aiuto per alimentare la flebile fiammella del circolo - proseguono - in modo da continuare nella nostra opera di aggregazione civile, soprattutto per i giovani".
Dalla conferenza stampa e dall’assemblea è emersa la volontà comune di intraprendere tutte le iniziative necessarie per tenere in piedi il circolo. Anche perché se dovesse chiudere per gli anziani del posto verrebbe a mancare un importante punto di riferimento. “Gli anziani – conlude Avossa – dovrebbero essere poi a carico della comunità, andando a ingrossare ulteriormente le spese delle politiche sociali.”


