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Maiori, festa dell'Avvocata: inizia il pellegrinaggio di Pentecoste

14 Maggio 2016 Author :  

All’indomani della domenica di Pentecoste il monte Falerzio diventa meta di pellegrinaggio, per rendere onore alla Madonna dell’Avvocata così come avviene da tempi remoti. Il santuario, posto a oltre 800 metri di altezza tra i Comuni di Maiori e di Cava de Tirreni, diventa l’epicentro di una delle feste tradizionali più incontaminate del ‘giro’ delle sette sorelle, grazie all’impossibilità di raggiungere il luogo sacro con veicoli (eccezion fatta per l’elicottero…) e per la fatica che richiedono i tre sentieri che portano fin lassù partendo da Cava, da Cetara e da Maiori.
Nonostante il passare degli anni questa festa conserva la sua atmosferica bucolica, l’odore della legna arsa per riscaldare i fedeli che approdano sin dai giorni prima della festa, il suono delle tammorre e delle nacchere che riecheggia fino a notte fonda, l’ansia di attendere l’uscita della statua in processione accolta da milioni di petali di rose, momento clou della festa che può considerarsi conclusa dopo il ritorno dell’effige nel santuario mariano. Centinaia di pellegrini arrivano da Cava, dalla Costiera Amalfitana, dall’Agro Nocerino Sarnese e da ogni dove per vivere questo momento di religiosità e magia, con il cuore rivolto al cielo, la mente inebriata di suoni e gli occhi incantati sull’incantevole paesaggio invidiato in tutto il mondo.


Un po’ di storia
Il Santuario di Maria SS.ma Avvocata sopra Maiori è sorto nel 1485 ad opera del pastore Gabriele Cinnamo di Ponteprimario che, attratto da una colomba che entrava ed usciva da una parete rocciosa coperta di edera, scopre una grotta dove gli appare la Vergine santa che gli chiede di lasciare il bestiame per costruire un altare e una cappella
Gabriele non ci pensò due volte, innalzò un altare nella grotta dell'apparizione, ove la Vergine gli apparve diverse volte nel corso della vita, poi si licenziò dal suo padrone, diventò eremita e costruì la cappella in onore della Madonna al di sopra della grotta. Venne affiancato da alcuni amici che decidono di dedicarsi alla vita eremitica, pregando, lavorando e diffondendo il culto della Madonna Avvocata. Gabriele morì nel 1521 e il suo corpo viene nella chiesetta e lì venerato dai fedeli che si recavano ad onorare la Madonna.
Nei secoli successivi l’eremo fu affidato ai monaci camaldolesi di Montecorona che vissero lassù fino alla soppressione napoleonica del 1807, diventando una postazione militare con i soldati che portarono alla rovina il luogo costruito con tanto amore.
Verso la fine dell’Ottocento il monte e l’eremo furono donati ai Padri Benedettini della Badia di Cava che ricostruirono la chiesa e in parte l'eremo. Il quadro richiesto dal pastore Gabriele andò quasi in rovina per l’usura del tempo, ma una copia fedele fu posta nelle grotte di Bonea in S. Cesareo di Cava dei Tirreni nel 1654 ove ancora oggi è venerata.
Nel 1590 una statua lignea scolpita a Napoli fu posta sull’eremo per essere venerata e al momento della soppressione napoleonica fu trasferita nella Collegiata di Maiori dove ancora oggi risiede, mentre i Padri Benedettini posero un’altra statua nel periodo della ricostruzione che però andò bruciata da un fulmine nell’ottobre del 1937. Fu deciso di commissionare un’altra statua ad Ortisei ed è quella che tuttora si venera sul monte Avvocata. Poco più di un decennio fa la statua è stata restaurata e il 3 ottobre del 2002 è stata benedetta da papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma, come attesta un’immagine presente nel santuario mariano. Una storia che merita di essere ricordata, scolpita nella mente e custodita nel cuore.

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