Dalla Consip a Grandi Stazioni, dall’Inps a un investimento immobiliare in Salento. - Come riporta il quotidiano "La Repubblica" - Di questi e di altri affari Carlo Russo, imprenditore toscano del settore farmaceutico legatissimo ai genitori di Matteo Renzi, parlava diffusamente con Alfredo Romeo nei colloqui intercettati nell’inchiesta condotta in coordinamento dalle Procure di Napoli e Roma. Nella capitale, dove il fascicolo è sulla scrivania del pm Mario Palazzi con il procuratore aggiunto Paolo Ielo, è indagato Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, per traffico di influenze nel filone sugli appalti Consip. A Napoli, i pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano hanno messo sotto inchiesta Romeo per corruzione e altri reati.
Intanto il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, chiede a Matteo Renzi di «fare chiarezza su quella donazione di 60 mila euro che Romeo fece alla sua fondazione Big Bang proprio alla vigilia delle primarie». Segno che l’indagine sembra in grado di infiammare ancora un dibattito politico già rovente. Assistito dagli avvocati Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge e Giovambattista Vignola, Romeo respinge energicamente le accuse. I magistrati lavorano per approfondire gli spunti e trovare riscontri alle ipotesi degli investigatori.
La scalata a La Città
Fra i retroscena emersi dai dialoghi fra Romeo e il suo consulente, l’ex parlamentare di An Italo Bocchino, ci sono i ragionamenti sulla possibilità, per l’imprenditore napoletano, di entrare nell’editoria. Uno dei progetti riguardava l’Unità, lo storico quotidiano del Pci che, secondo la ricostruzione dei carabinieri del Noe, Romeo voleva rilevare allo scopo di ingraziarsi i vertici del Pd, a cominciare dall’allora premier-segretario Matteo Renzi. Dalle indagini si evince che Romeo aveva pensato anche a un altro quotidiano, La Città, poi ceduto dalla Finegil a un altro gruppo.
Di questa ipotesi, l’imprenditore parlò anche con uno dei figli del governatore Vincenzo De Luca, che ha proprio a Salerno, dove è stato sindaco, la sua roccaforte.
Il saluto a De Luca
Con Carlo Russo, Romeo parla anche di questioni riguardanti la Campania. L’amico di papà Renzi si propone come persona capace di mantenere rapporti con numerosi esponenti del Partito democratico. E mostra di aver conosciuto anche l’ex capo della segreteria di De Luca, Nello Mastursi: il braccio destro del governatore che fu costretto alle dimissioni dopo quell’inchiesta di Roma sui presunti tentativi di condizionare una nomina nella sanità coinvolgendo un giudice relatore nella procedura sulla legge Severino. A Russo, Romeo avrebbe chiesto di mandare a De Luca (che, va chiarito, non è coinvolto nell’indagine) un messaggio di amicizia e vicinanza anche in vista di possibili iniziative pubbliche in occasione del referendum costituzionale.
Il Salento e l’Inps
Secondo i magistrati napoletani, Russo si muoveva come un «facilitatore» nel mondo degli affari. A Romeo aveva proposto un investimento immobiliare in Salento, dove l’imprenditore toscano dice di avere una casa, cui sarebbe stato interessato anche anche Renzi senior. E gli aveva anche parlato della possibilità di aprire un canale con l’Inps. Talvolta Romeo, parlando con Bocchino, sembra perplesso sulla reale capacità di Russo di intrattenere i rapporti di cui parla. Ma secondo gli investigatori, non si tratta di un millantatore. L’amicizia con Tiziano Renzi e con la moglie di questi viene ritenuta un dato acquisito e anche su questo il papà dell’ex premier dovrà rispondere ai magistrati romani che lo interrogheranno ai primi di marzo. Russo risulta anche aver effettivamente incontrato a Roma un’alta dirigente dell’Inps, non indagata.
Il contratto alla cognata
Alla fine di novembre 2015, Russo ha trascorso insieme alla compagna un soggiorno da 3 mila euro presso il lussuoso hotel Romeo di via Marina. Dalle indagini è emerso che una sorella della donna è stata sotto contratto per una delle società dell’imprenditore napoletano.

