Idrosadenite suppurativa: che cos’è?
L'idrosadenite suppurativa è una rara malattia cronica caratterizzata da lesioni della pelle che appare gonfia e dolorante; queste lesioni si verificano nelle regioni delle ascelle, dell'inguine, della zona anale e del seno. Questa malattia si verifica a causa dell'ostruzione dei follicoli piliferi e delle infezioni secondarie e talvolta dell'infiammazione di alcune ghiandole sudoripare.
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Come si presenta l’idrosadenite suppurativa
L’idrosadenite suppurativa è una malattia progressiva in cui singoli ascessi simili a bolle di pus diventano nel tempo grumi duri, quindi gruppi di lesioni dolorosi, profondi e spesso infiammati con infiltrazioni croniche. Nelle aree colpite si presentano delle vere e proprie eruzioni caratterizzate da fistole e cisti infiammate. Si tratta di una malattia che interessa in maggior misura le donne, in particolar modo quelle che hanno un’età compresa tra i 20 e i 30 anni. La causa di questa malattia non è ancora chiara e spesso i pazienti impiegano anni per avere la giusta diagnosi; tutto ciò oltre al dolore fisico, porta il soggetto colpito ad avere anche un crollo psicologico, dato proprio dal vero e proprio peregrinare da un medico all’altro.
Infatti, come riportato dal Corriere, l’idrosadenite è una di quelle malattie che va ad incidere sul morale di chi ne soffre, non a causa dei suoi sintomi, ma proprio perché gli stessi non sono facilmente identificabili e quindi il trattamento della malattia non avviene in maniera repentina.
La malattia che appare e scompare: la storia di Giusi
Come potrete osservare, in questo articolo di Repubblica viene spiegato che l’idrosadenite suppurativa è una malattia cronica, sotto ogni punto di vista. Anche se man mano, andando avanti con la ricerca, si sta provando ad individuare una cura il più efficace possibile, gli antibiotici, gli immunosoppressori e gli antiinfiammatori sono efficaci soltanto per un periodo di tempo ed in ogni caso soltanto per tenere a bada la malattia, che dopo un determinato periodo di tempo, può ricomparire, anche in maniera del tutto improvvisa. Repubblica racconta la storia di Giusi, che ha sofferto molto per questa malattia e soltanto dopo 20 anni è riuscita a darle un nome, grazie ad una giovane dermatologa che gliene ha parlato per la prima volta, dopo aver affrontato diversi interventi.
Malattia recidivante, non inserita nel Piano della cronicità
Come spiegato in questo articolo di AdnKronos, l’idrosadenite suppurativa non è stata ancora inserita nel Piano nazionale delle cronicità, nonostante sia, a tutti gli effetti una malattia recidivante per la quale, la medicina, non ha ancora trovato una soluzione effettiva ed efficace.
Non solo, la diagnosi tardiva, che nella maggior parte dei casi interessa questa malattia, rappresenta un ulteriore problema e va a creare danni sempre maggiori, che se non affrontati nel tempo, vanno a danneggiare significativamente la situazione, già in parte compromessa.
Far conoscere la malattia per incrementare la ricerca
Un altro articolo di Repubblica, sottolinea come alcune associazioni, per fortuna, si stiano attivando in maniera sempre più consistente per far conoscere questa malattia. Spesso si tende a non comprendere appieno quali siano i problemi di chi ne è affetto: il dolore è forte e costante e va a toccare anche le zone intime, andando a creare dei veri e propri disagi sotto un gran numero di punti di vista. Sensibilizzare terze persone riguardo le vere problematiche e riguardo gli ostacoli che questa malattia comporta, anche attraverso l’uso dei social network, risulta essere un buon modo per migliorarne la conoscenza. Come abbiamo detto in precedenza, si tratta di una malattia davvero poco conosciuta, e poter ampliare il raggio d’azione andando ad approfondire anche la ricerca è molto importante per garantire un miglioramento dello stile di vita di chi ne è affetto. Spesso si scopre la malattia attorno ai 20 anni e per i successivi 30 ci si trova a doverla affrontare, senza grandi possibilità di risoluzione.
Insomma, l’idrosadenite è un problema da debellare alla radice, e ci auguriamo si potrà arrivare in fretta ad una risoluzione ottimale per tutti coloro che ne sono affetti e, in alcuni casi, neanche sanno di esserlo.


