“Creare una struttura a livello comunale che collabori alla gestione delle informazioni e dei flussi dei dati sanitari ed amministrativi dei pazienti Covid19”. E’ questa la proposta di due professioniste sarnesi Elena Amendola e Mena Annunziata per la gestione e il controllo del rischio Covid, per eliminare e convivere con l’epidemia.
“Stiamo preparandoci ad una fase caratterizzata da una bassa velocità di diffusione del virus COVID19 – speriamo tendente gradualmente all’azzeramento – e ad una riduzione delle misure restrittive. – spiega in un documento Elena Amendola e Mena Annunziata - Questa nuova fase di convivenza, meglio ancora diciamo di coesistenza con il Covid19, sempre esposta alla ripartenza di nuovi focolai, non può essere realizzata senza attuare il governo dei dati che ci garantisce l’analisi dei rischi di COVID19. Migliore è la raccolta dei dati epidemiologici e clinici, maggiore sarà la nostra capacità di individuare e di attuare misure di prevenzione e controllo per la tutela del territorio. Leggendo i dati sulla diffusione del Covid19 della Protezione Civile, e in particolar modo della nostra città di Sarno, ci siamo rese subito conto che era urgente e necessario contribuire con la nostra competenza (il nostro gruppo include persone che in ambito professionale e di formazione hanno esperienza di gestione dati e organizzativa) per realizzare un intervento di mitigazione del rischio Covid19 che sia di supporto delle amministrazioni locali.
La prima fase di contagio, quando i rischi per la popolazione non erano noti, caratterizzata dall'elevato tasso di diffusione del virus e dalle più forti misure restrittive della vita quotidiana, è stata di emergenza. Non si sarebbe potuto fare altrimenti. L'opportunità di gestire in modo strutturato l’epidemia, è la necessità di oggi e non può essere oltremodo rinviata. Il rallentamento nella progressione dell'infezione richiede un modello di controllo fondato sui dati affidabili rapidamente disponibili e linee operative condivise, immaginando una soluzione efficace a lungo termine per coesistere con il CoronaVirus. "Begin with the end in mind" è la sintesi dell'approccio metodologico per un efficace governo dei dati. Uffici Statistici, Anagrafe, Stato Civile e Centri Epidemiologici e di Sanità Pubblica, grazie alle moderne infrastrutture tecnologiche, possono lavorare insieme con le esperienze che nel nostro territorio esistono, anche se disperse, creando così una più forte rete di competenze per unire le forze del settore pubblico e privato per la protezione della comunità.
I punti principali nell’approccio di prevenzione e controllo Covid19 possono essere sintetizzati, generalmente, nei seguenti: identificare i rischi a seguito di un nuovo focolaio di coronavirus che dovesse essere individuato nella città; pianificare come mitigare o ridurre l'impatto di ogni rischio identificato; pianificare la gestione delle operazioni attive di controllo, mitigazione e gestione rispondendo alle esigenze immediate.
Produrre una mappa dei rischi
Un primo strumento che è necessario produrre è una mappa dei rischi georeferenziata che, ad esempio tenga conto della presenza sul territorio di RSA (residenze per persone anziane non autosufficienti) e conseguente, eventuale istituzione di barriera di difesa sanitaria, in base ai risultati del survey e di altre pubblicazioni dell’Istituto Superiore della Sanità; alle indicazioni pubblicate dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche; identifichi categorie di popolazione a rischio, per cui prevedere interventi mirati (isolamento, quarantena con allontanamento da casa, ecc.), in base a criteri differenti quali, ad esempio, fasce di età (anziani e soli), soggetti con malattie croniche, cancro, immunodepressione, operatori sanitari esposti; persone che devono continuare muoversi, come i lavoratori pendolari, e quindi più esposte al contagio; identifichi la disponibilità di strutture ospedaliere sul territorio (personale sanitario residente a rischio).
Raccolta di informazioni per intraprendere le dovute azioni suggerite dall’OMS
La raccolta di informazioni sarà la base utile per decidere di intraprendere le dovute azioni suggerite dall’OMS stessa, finalizzate alla riduzione dell'esposizione di determinate persone al rischio di infezione, quali, ad esempio: identificare una o più strutture da equipaggiare e utilizzare localmente per la quarantena lontano da casa, al fine di proteggere le altre unità familiari a rischio nell’ambito dello stesso nucleo abitativo; contribuire a monitorare le persone guarite se e quando necessario; creare barriere protettive per la salute, isolando, nel caso di focolai, zone o quartieri; promuovere e coordinare interventi mirati per supportare e proteggere i gruppi deboli e a rischio identificati (anziani, malati cronici, disabili, ecc.); migliorare il processo di intervento in caso di contagio, informando e formando i cittadini e tutti gli organi di supporto competenti, anche verificando in tempo reale la capacità degli ospedali di destinazione esistenti sul nostro territorio e indirizzando il paziente correttamente; assicurare regolare pulizia, sanificazione degli ambienti e gestione dei rifiuti, per il territorio in senso più ampio, sia in particolare degli ambienti di lavoro (controllando gli obblighi a carico del datore di lavoro).
Creare una struttura a livello comunale perla gestione
La nostra proposta è quella di creare una struttura a livello comunale che collabori alla gestione delle informazioni e dei flussi dei dati sanitari ed amministrativi dei pazienti Covid19. Questo avviene a partire dal recupero rapido delle schede di ricovero e/o dimissioni ospedaliere, sia locali sia extra comune, dai dati delle strutture Covid19, dalle schede di morte e referti clinici dei pazienti. L’attività verrà svolta con le finalità consentite dalle normative esistenti per la raccolta ed elaborazione dei dati epidemiologici e fatta salva la tutela dei dati personali sensibili.
La struttura che proponiamo a livello comunale di Sarno, composta per lo più da soggetti esperti nella elaborazione dei flussi informatici, si raccorderà e lavorerà a supporto della ASL territorialmente competente, con le Istituzioni e gli istituti regionali, a partire dall’Osservatorio Epidemiologico Regione Campania e le sue articolazioni, di cui al Comitato Tecnico Scientifico regionale per i pareri tecnico – scientifici, con l’ IRCCS Fondazione PASCALE di Napoli ed i Responsabili dei vari Dipartimenti di Medicina e Chirurgia dell’Università di Napoli e Salerno.
Al Comune di Sarno, proponiamo di realizzare un Centro per la gestione dei dati epidemiologici di diffusione Covid19, in grado di raccordarsi con il Dipartimento di Prevenzione ASL Salerno, Servizi Demografici Comune di Sarno, strutture ospedaliere e/o Covid19 del territorio comunale e l’OER Campania. Il Centro, composto e coordinato da esperti nella elaborazione dei dati sanitari ed amministrativi di cui sopra, elaborerà dei report con cadenza periodica inviando i dati all’OER Campania e fornendo dati utili per la gestione delle situazioni di rischio da COVID19 nell’area comunale.
La proposta da noi presentata si inserisce nell’ambito di quanto previsto dalla legge regionale. Analogamente a quanto posto nella l.r. n.° 19/12, partitamente gli artt. 11) e 12), l’iniziativa per la richiesta di elaborazione ed estrazione dei dati statistici può provenire anche da semplici cittadini ed associazioni di volontariato, atteso che la tutela del bene salute è interesse primario della persona e dei cittadini stessi, che se ne fanno portatori in termini di interesse diffuso. Ovviamente, la richiesta deve essere motivata da fini scientifici di studio ben specificati nella domanda, anche con l’ausilio di esperti. L’art. 12) di tale legge valorizza tali forme di partecipazione dal basso a tutela della salute umana e prevenzione. Sulle richieste che possono e devono essere sottoscritte anche dai rappresentanti della comunità locale, si esprime l’OER Campania con il parere del Comitato tecnico – scientifico. In Campania, un precedente a livello di studi epidemiologici esiste a partire dalla adozione del Piano regionale della prevenzione epidemiologico Campania 2010 – 12 che però si è soffermato sull’analisi di alcune malattie infettive quale l’epatite virale di tipo A e la salmonella.


