Un lungo confronto di circa due ore per affrontare i problemi, e anche le soluzioni, che accomunano le tre più grandi Città metropolitane d’Italia: Roma, Milano e Napoli. Ieri mattina il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha riunito i sindaci Roberto Gualtieri, Giuseppe Sala e Gaetano Manfredi, per discutere di questioni che attanagliano le città: la movida selvaggia, l’incremento dei fenomeni criminali di cui sono autori i minorenni, riuniti nelle baby gang, la necessità di sorvegliare le stazioni ferroviarie e di gestire le occupazioni abitative. I tre sindaci si sono detti soddisfatti, il ministro ha parlato di “un primo incontro, molto proficuo, per creare un forum sulle tre aree metropolitane più importanti e grandi del Paese. Ci sono tratti ed esperienze positive comuni – ha aggiunto Piantedosi – per fronteggiare i problemi che affliggono le aree metropolitane”.
Il primo nodo da sciogliere sarà il rafforzamento dei corpi della polizia locale e la riforma della stessa. Misura annunciata dal ministro, già prefetto di Roma, ma su cui ancora non sono state dettate tempistiche. I sindaci potranno conquistare una maggiore autonomia nella gestione e strutturazione del corpo della polizia locale, mentre le nuove assunzioni già programmate stanno facendo migliorare il trend sul turn over. A Roma, ad esempio, per 500 nuovi agenti assunti ne sono andati in pensione 400. E sia a Milano che a Napoli a dicembre arriveranno rinforzi. “C’è un trend che non è ritenuto ancora soddisfacente da parte dei sindaci, seppur sia un trend crescente. C’è un saldo che è positivo ma c’è il problema di supportare i sindaci con le polizie locali. Ho rinnovato l’offerta – ha detto Piantedosi – a mettere mano a un progetto complessivo di riforma delle polizie locali per consentire ai sindaci una più ampia possibilità di manovra per gestire la strutturazione e l’impiego della polizia locale”.
Tuttavia sia il sindaco di Milano che quello di Napoli hanno ribadito la necessità di ringiovanire gli organici per renderli più efficienti. “Sono d’accordo con il ministro, un passo è stato fatto ma è chiaro che noi vogliamo di più. I milanesi temono molto i reati predatori. Milano è una città che si muove tanto e i milanesi sono molto attenti nel chiedere che non si perda di vista l’aspetto del controllo”, ha spiegato Sala. “C’è il tema della percezione della sicurezza nei nostri territori, di avere un rafforzamento degli organici. Abbiamo corpi che pagano il turn over e vanno ringiovaniti. Serve un aggiornamento tecnologico degli strumenti di videosorveglianza”, ha chiarito Manfredi.
Altra situazione è quella della Capitale, dove serviranno circa un migliaio di nuovi agenti in vista del Giubileo del 2025. “Registriamo una lieve positiva flessione del trend sull’organico della polizia locale ma c’è la necessità di 800-1.000 ingressi prima del Giubileo”, ha detto Gualtieri. Il sindaco di Roma, però, ha anche fatto appello al ministro affinché il governo si faccia carico dei rischi di minori entrate nelle casse comunali, che potrebbero scaturire dalla legge di bilancio in discussione nelle commissioni parlamentari. Secondo i sindacati, Cgil e Uil di Roma – che oggi, tra l’altro, hanno indetto uno sciopero proprio contro la manovra – tra taglio delle cartelle esattoriali e dell’Imu, il Campidoglio potrebbe avere un buco fino a 300 milioni di euro nei prossimi bilanci. E i concorsi per assumere nuovi agenti della polizia locale hanno dei costi. “Abbiamo bisogno di risorse, per questo ho ribadito l’appello sui rischi che possono arrivare per le casse comunali dalla legge di bilancio, con il taglio delle multe e dell’Imu”, ha chiarito Gualtieri.
Un focus specifico, il sindaco di Roma lo ha dedicato al tema della sicurezza stradale, particolarmente sentito in città negli ultimi mesi in seguito a drammatici incedenti determinati da atteggiamenti scorretti alla guida: “Ho chiesto un sostegno e un supporto per rafforzare gli organici della polizia locale per incrementare il lavoro sulla sicurezza stradale”. Mentre i tre sindaci tutti insieme hanno condiviso le preoccupazioni sul sistema di gestione degli sgomberi delle occupazioni socio-abitative. E a termine del confronto il sindaco di Napoli ha annunciato che le tre Città metropolitane hanno chiesto che il governo avvi un grande Piano Casa e hanno fatto sapere che l’istanza sarà recapitata anche al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
“Sia con Gualtieri che con Sala abbiamo l’abitudine di confrontarci sui problemi e sulle possibili soluzioni – ha detto Manfredi -. Viviamo problematiche molto simili e c’è il grande tema della casa che va affrontato da un lato con il ripristino delle regole, dall’altro ampliando l’offerta è rispettando le fragilità. Soltanto in questo modo si riesce a dare una risposta efficace nel rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione“. A chi gli domandava se fosse nell’aria l’idea di chiedere al ministro Salvini l’elaborazione di un Piano casa, Manfredi ha risposto: “Ne abbiamo già parlato oggi, abbiamo chiesto un Piano casa. È un tema fondamentale, da troppi anni non si parla di casa in Italia. Con la crisi economica, sia per i fragili, sia per le coppie giovani, abbiamo la necessità di tornare a un grande Piano casa per il Paese”.


