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Scafati, la sua storia e i monumenti

26 Ottobre 2014 Author :  

Comune di Scafati

Scafati sorge sulle rive del fiume Sarno e ai piedi del Vesuvio. Notevole centro agricolo commerciale e importante esportatore di prodotti ortofrutticoli, vi è sviluppato altresì l'allevamento bovino. E' sede di industrie conserviere alimentari, tessili e meccaniche. Scafati occupa la parte più settentrionale della provincia di Salerno ma è di fatto inglobata nella conurbazione napoletana, costituendo un unico agglomerato urbano con Pompei e Castellammare di Stabia entrambi della provincia di Napoli.

Popolazione: 50.911 abitanti

Superficie: 19,90 km²

Densità: 2.558,96 ab./km²

Nome abitanti: scafatesi

Santo patrono: Santa Maria delle Vergini - quarta domenica di luglio

LA STORIA

Non si ha notizia della presenza di un insediamento umano, nell'odierna Scafati, durante la prima età del ferro (IX-VII secolo a.C.); in base ad alcuni scavi eseguiti nella valle in epoche diverse si ha motivo di ritenere che la popolazione del protostorico, nel corso del proprio dislocamento lungo il Sarno, non si insediò nell'area che oggi appartiene al comune di Scafati, anche se una citazione dell'Eneide identifica i "sarastra" come abitanti dell'odierna Scafati. Nel 1140 Ruggiero II divenne re di Sicilia e di Puglia. Ciò porto' sicurezza nelle campagne, perchè determinò la cessazione delle furibonde guerre combattute fra i conti e i principi. Il Catalogusbaronum riporta notizia di un signore a Lettere e di un altro a Nocera, e nulla più. L'assenza di altri baroni nella valle conferma l’ipotesi della demanialità della zona, che era sottoposta a particolare amministrazione per ciò che concerneva il rendimento dei terreni e la loro concessione, ma a nessuna soggezione politica. La terra fu donata alla famiglia dei Filangieri, successivamente estintasi la famiglia dei Filangieri ritornò nelle mani del demanio. In seguito, alla tolleranza degli Svevi si sostituì un'ostinata e crudele intransigenza che impedi' all'Italia meridionale e alla Sicilia di raggiungere lo splendore che aveva cominciato ad annunciarsi sotto la caduta dominazione. La presenza di una monarchia stabile a Napoli, pero', determino' miglioramenti nelle condizioni di vita nella citta' e un nuovo e piu' intenso rapporto con la vicina campagna. L'Agro Nocerino-Sarnese, si trovo' così investito di piu' larghe e frequenti richieste di vettovagliamento, il che dette impulso allo sviluppo e all'incremento dell'agricoltura. Nel 1284, Carlo II d'Angio' concesse la terra di Scafati al monastero di S. Maria di Realvalle come un feudo nobile.  L'abbazia tenne il feudo sino ad alcuni anni prima del 1355, quando la regina Giovanna I lo concesse al Gran Siniscalco del Regno, Niccolo' Acciaiuoli. Da qui il feudo torno' nuovamente nelle mani dell'abbazia alla quale fu tolto definitivamente nel 1464 per donazione fattane da papa Pio II a suo nipote Antonio Piccolomini, liberatore della terra scafatese per conto di Alfonso d'Aragona. Con quest'ultimo passaggio si chiuse la lunga serie di infeudazioni cui fu esposta la terra di Scafati. Intorno all'anno 1532 si verificarono alcuni fattori favorevoli al miglioramento dell'economia agricola: ai terreni vulcanici fertilissimi, si aggiunsero quelli ricavati dalla riduzione dell'area boschiva, rendendo così possibile l’estendersi dell'area messa a coltura; furono impiantati opifici e mulini feudali in località Bottaro e fu aperta la strada regia, lungo la quale si intensifico' il traffico commerciale.  Erano i segni della nuova mentalita' rinascimentale e dell'influenza economica e finanziaria della scoperta dell'America, seguita dal rialzo dei prezzi e dalla rivalutazione dei terreni. Scafati ne fu direttamente investita e così il suo territorio assunse un' importanza mai avvertita prima che la posizionò al centro dei commerci e dei transiti nella valle del Sarno, nel momento in cui i traffici si incrementavano e il passaggio delle merci sul fiume avvertiva un proficuo sviluppo. Questa situazione di benessere richiamò, sul posto piu' vicino al fiume, nuova gente, e avrebbero di lì a poco dato inizio a una floridezza economica senza precedenti, se il signore di Scafati non avesse modificato l'alveo del fiume, causando il disastroso impaludamento di buona parte dei terreni. Connessa all'incremento demografico ed economico fu l'estensione dell'insediamento urbano. Il centro storico, che ancora oggi viene chiamato Vitrare, comincio' invece a sorgere e a svilupparsi nella seconda meta' del XVIII secolo.

I MONUMENTI

Abbazia della Real Valle (Badia di San Pietro)
La conquista del regno da parte degli Angioini venne salutata con la fondazione di due abbazie cistercensi ad opera di re Carlo nel 1270 in Abruzzo e in Campania. Nel territorio scafatese, allora diocesi di Sarno, venne eretta l’abbazia dedicata a Santa Maria della Real Valle per la quale furono chiamate maestranze francesi. Il monastero venne affidato ai cistercensi, che ebbero anche il compito di bonificare il territorio boscoso alle pendici del Vesuvio attraversato dal fiume Sarno. Dopo il medioevo, il convento subì un graduale tracollo e venne definitivamente alienato nel 1806.  Oggi il complesso si presenta in una veste fondamentalmente settecentesca. Della fase medievale resta la parete perimetrale destra della chiesa, con monofore archiacute e bellissimi capitelli fogliati, tutto realizzato con blocchi di tufo grigio proveniente dalle vicine cave di Sarno e Nocera e, nel giardino, i peducci delle volte del chiostro quadrato; resti delle murature, dei portali e delle finestre risultano inglobati nelle strutture più recenti del monastero. Il convento (oggetto di un restauro in corso) presenta il lungo prospetto caratterizzato dalla decorazione con intonaco rilevato e, a destra, la nuova chiesa a navata unica, realizzata nel corso del Settecento, quando fu rifatto anche l’edificio del convento.

Il Santuario della Madonna di Bagni
Sull’antica consolare che conduce da Scafati ad Angri sorge il santuario della Madonna di Bagni, così detta dal piccolo laghetto, contenente acque miracolose sede di un culto secolare da parte dei contadini della zona e oggetto di una significativa festa (‘O Carrettone ‘e Vagne) che tramanda riti propiziatori pre-cristiani. Il santuario, retto dai francescani, era un tempo nel comune di Angri e si trova sotto la giurisdizione del vescovo di Nocera-Sarno. Il complesso è caratterizzata dall’ampia mole della bella e imponente facciata, risalente al primo Settecento, dalle linee sinuose tardo-barocche e affiancata dal campanile quadrato. La chiesa a tre navate conserva altari marmorei settecenteschi, la seicentesca pala d’altare con l’immagine della fonte miracolosa e della Madonna che ivi si venera, posta nel presbiterio sopra l’altar maggiore e affreschi nella volta risalenti al 1910 circa.

Chiesa di Santa Maria delle Vergini
Al centro della città presso il ponte che attraverso il Sarno accanto all’antica torre di Scafati (ormai distrutta) sorge la principale chiesa cittadina, composta da due edifici posti ortogonalmente: la parrocchiale, risalente al Seicento ma in una veste settecentesca, affiancata dal tozzo campanile di primo Novecento. Conserva all’interno, sull’altare maggiore, un notevole polittico cinquecentesco con la Madonna, santi e scene cristologiche, altari e il fonte battesimale marmoreo del sec. XVIII e altri dipinti cinque-settecenteschi, tra cui una tavola con la madonna del Rosario; la confraternita presenta un notevole altare marmoreo settecentesco e la statua lignea di Santa Maria delle Vergini, patrona della città, risalente al 1713.

Villa comunale
L’ampia area a ridosso del centro cittadino presso il vecchio ponte di Scafati e nelle vicinanze dello scalo ferroviario venne utilizzata nel primo Ottocento per la creazione di un opificio per la filatura, tra i principali della zona. I padiglioni della fabbrica sono andati distrutti, del complesso resta la residenza di Giovanni Giacomo Meyer, fondatore dell’industria, sorta sulla sponda del fiume presso il ponte e accanto al sito della vecchia torre di Scafati, e che oggi ospita il Municipio e il magnifico giardino, dal 1933 Villa comunale, di circa mq 17.000.  Tra aiuole lussureggianti, alberi secolari d’alto fusto, serre e spazi per lo svago e i giochi, sono da segnalare numerose piante e, in particolare, un esemplare di Jubaea spectabilis che per dimensioni è il più grande in Europa.

Real Polverificio Borbonico

Nei pressi dell’ Ager Pompeianus, fra il fiume Sarno e il canale Bottaro, a Scafati di Salerno, Ferdinando II di Borbone nel 1852 fece costruire un nuovo Polverificio, in sostituzione di quello esistente a Torre Annunziata del ‘600. La realizzazione dell’impianto militare fu affidato al colonnello Alessandro Nunziante col quale collaborarono l’architetto Luigi Manzella ed il chimico Filippo di Grandis. Per la costruzione della Real Polveriera di Scafati fu rettificato e reso navigabile l’ultimo tratto del Sarno. La fabbrica rimase attiva per quarant’anni, avvicendandosi nel tempo anche con avvenimenti dannosi che ne hanno determinato nel 1894 la chiusura e la conversione in Istituto Sperimentale del Tabacco.

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