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Sant'Egidio del Monte Albino e la sua storia

10 Novembre 2014 Author :  

SANT’EGIDIO DEL MONTE ALBINO

Il nome S.Egidio, o meglio la variante dialettale “S.Gilio”, fu posto a queste comunità tra il 725 ed il 1100, probabilmente scelto dai monaci benedettini che qui costruirono un monastero. L’istituzione del Comune di Sant’Egidio risale invece al 18 ottobre 1806 quando, in virtù della Legge n.211 di Giuseppe napoleone Bonaparte, la comunità di S.Egidio si costituì con Comune autonomo.

Popolazione: 8.932 abitanti

Superficie: 7,25 km²

Densità: 1.232,82 ab./km²

Nome abitanti: santegidiani

Santo Patrono: San Nicola - 6 dicembre

LA STORIA

Sant'Egidio del Monte Albino sorge alle pendici dei Monti Lattari, sulla strada che, attraverso il valico di Chiunzi, porta a Ravello e alla Costiera amalfitana. Le prime testimonianze archeologiche di insediamenti umani nell’area risalgono al II secolo a.C., mentre altri rinvenimenti, datati I e III secolo d.C., confermano che il centro, noto nel medioevo con il nome di Petruro, continuò a essere abitato anche in seguito. In epoca pre-romana la cittadina era governata dalla città di Nuceria Alfaterna, capitale della confederazione sannitica, di cui facevano parte Pompei, Stabia ed Ercolano.  Quando nel 216 a.C. Annibale distrusse Nocera, i reduci crearono insediamenti sparsi in tutto il territorio e tra i tanti anche quello che in seguito prese il nome di Sant'Egidio. Nel 1113 il principe longobardo Giordano di Capua fece dono del monastero benedettino di Sant'Egidio all'abate del monastero di S. Trifone di Ravello (donazione poi confermata da Federico II di Svevia con altro atto del 1231), soltanto in questa circostanza si possono trovare riferimenti del casale in documenti scritti.  Dalla metà del 1400 agli inizi del 1800,Sant'Egidio fu una delle Università della Civitas Nuceriae, una confederazione politico-amministrativa che ricalcava lo schema dell'antica confederazione sannitica. Quando, con la legge n. 211/1806 di Giuseppe Bonaparte, la Civitas Nuceriae fu soppressa, Sant'Egidio fu costituito in comune autonomo. Infine, nel 1865, con la nascita dello Stato unitario italiano, il consiglio comunale adottò per il paese il nome attuale di Sant'Egidio del Monte Albino.

 

I MONUMENTI

Chiesa di San Lorenzo e San Diodato. Della chiesa antica di S. Lorenzo non sono quasi rimaste tracce, per cui è da supporre che, nell'arco di tempo che va dal 1168 al 1600, essa sia andata distrutta e mai più ricostruita (ipotesi che trova conferma nel fatto che il territorio di S. Lorenzo, ai primi del 1600, ricadeva nel territorio del la parrocchia di S. M. Maddalena). In quel periodo, siccome i fedeli del luogo aspiravano ad avere un luogo di culto più vicino, fu costruito un oratorio elevato a parrocchia nel maggio 1626. Il culto di S. Diodato, in aggiunta a quello di S. Lorenzo, iniziò solo nell'anno 1782, quando da Roma fu trasportato il corpo del martire. La chiesa attualmente è molto diversa dal piccolo oratorio, essendo stato rifatto il tetto e costruito il campanile, aggiunta la navata est, rifatto e abbellito il frontespizio e iniziata la costruzione della navata ovest.

Chiesa Santa Maria delle Grazie. La chiesa ed il campanile risalgono alla fine del 1700. Mons. Almirante, racconta che nel villaggio di S. Egidio, oltre la parrocchia, vi erano anticamente quattro chiese. Di essa una aveva il titolo Corpo di Cristo, poi detta Maria SS. delle Grazie. La leggenda vuole che al quadro originario (recentemente trafugato), acquistato da un mercante di S. Egidio presso un turco, all'epoca della repubblica amalfitana, fossero legati alcuni miracoli compiuti dalla Madonna.

L'abbazia di S. Maria Maddalena in Armillis, risalente al 1506, fu realizzata sui resti di una villa romana del II secolo a.C. L'opera fu eseguita in sostituzione del monastero sorto intorno all'anno Mille di cui rimangono tracce in alcuni affreschi. Nel corso dei secoli la chiesa si arricchì di pregevoli opere d'arte tra cui un quadro di Luca Giordano, uno di Francesco Solimena e un imponente polittico di Andrea da Salerno, allievo di Raffaello.

Nella piazza accanto all'abbazia può essere ammirato un maestoso sarcofago di marmo, risalente al III secolo, trasformato in fontana nel corso del 1600. Altri elementi di notevole interesse sono alcuni edifici privati del XVII e XVIII secolo e numerosissimi edifici a corte di epoca medioevale.

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