Usura ed estorsione, aggravate dalla finalita' di aver avvantaggiato un clan. Sono i capi di imputazione contestati nella misura cautelare emessa dal gip, Mario Morra, nei confronti di Salvatore Gallo, 28 anni, figlio di Francesco, elemento di vertice dell'omonimo clan di Torre Annunziata, detenuto al 41 bis. Il gip di Napoli ha concesso a Gallo i domiciliari. L'indagine dei carabinieri nasce da una denuncia presentata nel giugno scorso da F.C., un uomo che ha chiesto e ottenuto 20 mila euro da Salvatore Gallo, restituendone 14 e tentando di saldare almeno la parte di interessi con la cessione della sua Renault Twingo, dato che era costretto a pagare mille euro al mese solo di interessi, cioe' il 5% mensile e il 60% all'anno. Ma Salvatore Gallo, in un colloquio intercettato a luglio scorso dai carabinieri e' esplicito. La rata del prestito la puo' abbassare ad un'unica condizione; F.C. deve ancora 16.500 euro tra capitale ed interessi, e potrebbe 'scontare' altri 6.500 euro con la cessione di un'altra sua vettura a persona indigata da Gallo; cosi' il debito si riduce a 10 mila euro che possono essere pagati con rate da 500 euro al mese. Per il gip a Gallo, per intimidire la sua vittima, basta il peso del suo cognome e una sola allusione al padre detenuto: "mio padre sta avendo problemi... I miei fratelli... Mi servono i soldi per gli avvocati ... Due bagni e ci vediamo a settembre.... Vi ho dato i soldi, voglio i soldi".


