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Documenti falsi ai cinesi: arresti a Terzigno e San Giuseppe

15 Marzo 2016 Author :  

 Questa mattina nei Comuni di Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, i Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno dato esecuzione un'ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Nola su richiesta di questa Procura nei confronti di otto indagati, ritenuti, vario titolo, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione al falso ideologico (artt. 416, 479, 319 c.p.). Nello specifico il provvedimento pone in regime di custodia agli arresti domiciliari sette indagati, prevede per un ottavo l'obbligo di presentazione alla P.G. Le indagini, avviate nel mese di ottobre 2015 seguito di un semplice controllo carico di un cittadino cinese per determinarne l'effettiva residenza, hanno poi assunto -a seguito di progressivi approfondimenti dimensioni ben diverse, e, dopo specifici, accurati prolungati servizi di osservazione ed acquisizioni documentali, sono state supportate da attività tecniche d'intercettazione che sottoponevano controllo numerose utenze d'interesse investigativo. risultati delle indagini, concluse con il provvedimento cautelare cui si accennava, andranno approfonditi anche in sedi diverse da quella giudiziaria, se vero, come vero, che: sono stati acquisiti gravi elementi dimostrazione dell'esistenza di un sodalizio criminale attivo nel comune di Terzigno, organizzato al fine di rilasciare carte d'identità in favore di cittadini stranieri, previa falsa attestazione della relativa residenza ed illecito percepimento di un corrispettivo in beni altre utilità; sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza carico di un appartenente al Consiglio Comunale, un dipendente dell'ufficio anagrafe, un Ispettore della Polizia Municipale del comune di Terzigno. nonché di cinque cittadini stranieri: sono stati identificati e sottoposti ad indagine per concorso in falso ideologico ulteriori cinque persone di nazionalità italiana per aver fornito una fittizia disponibilità alloggiativa a cittadini cinesi. funzionale al rilascio della carta d"identità. Si diceva che appare opportuno che dei risultati dell'indagine si rifletta anche in altre sedi poiché dalle investigazioni è emerso un quadro generale assolutamente allarmante in ordine alla -allo stato - incomprensibile 'presenza' sul territorio di Terzigno di un numero notevolissimo di cittadini cinesi. in realtà inesistenti ai successivi controlli. In particolare. per fare un esempio. grazie all'attività dell'organizzazione criminale sono risultati residenti in soli 31 appartamenti circa 600 cittadini Cinesi anche con riferimento ad immobili privi di qualunque requisito di abitabilità. Resta da chiedersi: questi cittadini cinesi esistono davvero? e le singole persone fisiche, in caso positivo, corrispondono davvero alle identici con cui sono registrate? e ora dove vivono davvero? dove lavorano? com'è possibile. per un'amministrazione comunale, far fronte alle esigenze di - assicurare i relativi servizi essenziali per - 600 fantasmi mentre nei luoghi in essi dovrebbero esser presenti vi sono solo immobili abbandonati e fatiscenti? e che controlli di sicurezza e legalità sono mai possibili in un disordine del genere. peraltro 'organizzato' da nostri concittadini, incuranti, per mero e squallido profitto personale, di determinare una tale situazione? e laddove la soglia e l'efficacia di quei controlli si abbassa tanto, è così difficile immaginare chi possa approfittarne?

I NOMI - Ci sono anche un consigliere comunale, una dipendente dell'ufficio Anagrafe e un vigile urbano di Terzigno (NAPOLI) tra le otto persone raggiunte da un'ordinanza di applicazione di misura cautelare - tra Terzigno e San Giuseppe Vesuviano, sette sono state poste agli arresti domiciliari, una ottava è stata raggiunta dall'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria - emessa dal gip del tribunale di Nola su richiesta della locale Procura della Repubblica ed eseguita dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata. Grazie all'attività dell'organizzazione criminale sono risultati residenti in soli 31 appartamenti circa 600 cittadini cinesi, anche con riferimento a immobili privi di qualunque requisito di abitabilità. Tutti gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso ideologico. Tre gli unici italiani coinvolti nell'inchiesta: si tratta di Giovanni Tommasi, consigliere comunale di maggioranza; Francesco Del Giudice, agente di polizia municipale; Anna D'Ambrosio, dipendente comunale in servizio all'Anagrafe. L'indagine ha portato alla scoperta di fittizie residenze di cittadini cinesi preso immobili spesso nemmeno adeguati ad ospitare persone. Le indagini presero il via nell'ottobre scorso, a seguito di un controllo a un cittadino cinese per determinarne l'effettiva residenza. Col passare dei mesi hanno poi assunto ''dimensioni tutt'affatto diverse - spiega in una nota il Procuratore della Repubblica, Paolo Mancuso - e dopo specifici, accurati e prolungati servizi di osservazione e acquisizione documentali, sono state supportate da attività tecniche d'intercettazione che sottoponevano a controllo numerose utenze d'interesse investigativo''. Per il procuratore di Nola, i risultati delle indagini ''andranno approfonditi anche in sedi diverse da quella giudiziaria'' visto che ''sono stati acquisiti gravi elementi a dimostrazione dell'esistenza di un sodalizio criminale attivo nel comune di Terzigno, organizzato al fine di rilasciare carte d'identità in favore di cittadini stranieri, previa falsa attestazione della relativa residenza ed illecito percepimento di un corrispettivo in beni o altre utilità''. Risultano indagate anche altre cinque persone di nazionalità italiana che avrebbero fornito una fittizia disponibilità in termini di alloggi ai cinesi, disponibilità risultata funzionale al rilascio della carta d'identità. Ora le indagini dovranno chiarire se tutti questi cittadini cinesi esistano realmente e se sì dove risiedono.

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