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Scafati, Corte dei Conti: "La regia del sindaco Aliberti e della Di Saia sui benefits ai dipendenti"

22 Aprile 2016 Author :  

Scafati. Per 22 tra politici e dirigenti, arriva dalla Corte dei Conti la stangata da 642 mila euro. Oggi alle ore 15 gli uomini della Guardia di Finanza di Scafati hanno notificato l'invito a dedurre a 22 persone individuate tra politici e dirigenti come responsabili di un danno erariale perpetrato alle casse dell'ente comunale di Scafati per l'utilizzo 'contra legem' dei fondi riservati ai dipendenti per i "progetti obiettivo" per l'anno 2010 .

I POLITICI COINVOLTI - Nell'elenco dei 22 finiti nel mirino della magistratura contabile con responsabilità politiche ci sono il sindaco Pasquale Aliberti, la giunta dell'epoca composta dagli assessori Giacinto Grandito, Stefano Cirillo, Pasquale Coppola, Sabato Cozzolino, Guglielmo D'Aniello, Giancarlo Fele, assente dall'elenco solo Cristoforo Salvati componente della Giunta ma non presente nella seduta di giunta 233 del 20 ottobre 2010 durante la quale fu deliberata la costituzione del fondo salario accessorio del 2010.

I FUNZIONARI COINVOLTI - L'elenco annovera tra i funzionari, la segretaria generale Immacolata Di Saia, gli attuali dirigenti comunali Laura Aiello, il ragioniere capo Giacomo Cacchione, il comandante dei caschi bianchi Alfredo D'Ambruoso, la dottoressa Anna Sorrentino, la dirigente del Piano di Zona Maddalena Di Somma, l'ingegnere Nicola Fienga, l'architetto M.G. Camera. Presenti nel lungo elenco anche ex dirigenti comunali come l'ingegnere Andrea Matrone, l'ex comandante Carmine Arpaia, il dirigente Emilio Gallo, il dottore Antonio Ariano, e il Collegio dei revisori dei conti di allora in persona del presidente Luigi Silvestri e i due componenti di allora i signori Sicignano Vincenzo e Virtù Alfonso. Tutti sono stati invitati dalla Procura regionale della Corte dei Conti a presentare eventuali deduzioni a loro favore nel termine di trenta giorni.

L'ACCUSA - Secondo i sostituti procuratori della Procura Regionale della Corte dei Conti ,Donato Luciano e Francesco Vitiello, dalla relazione di polizia giudiziaria consegnata dalla Guardia di Finanza in data 8 aprile 2013, fu segnalata l'illegittima erogazione dei compensi connessi all'incentivazione e all'incremento della produttività e al miglioramento dei servizi comunali anche per l'anno 2010. Dunque risultavano irregolarità nella gestione dei "progetti obiettivo" del comune di Scafati per l'anno 2010 oltre agli anni 2008 e 2009, già oggetto di verifica e durante i quali erano emerse simili irregolarità . Il totale delle cifre contestate e individuate come danno erariale negli anni 2008/2009/2010 si avvicina ai due milioni di euro.

LA RELAZIONE DEI GIUDICI CONTABILI - Nelle 42 pagine della relazione dei giudici contabili emerge che la segretaria Di Saia ha precisato alla GDF durante un'audizione che il Sindaco e la Giunta erano informati della gestione anomala, che tutte le decisioni erano condivise con loro e che anzi l'organo di governo cittadino esercitava pressioni per poter remunerare e gratificare il personale comunale. Ci sarebbe stato dunque un uso distorto dei fondi dedicati ai progetti obiettivi, un fondo nato per compensare un effettivo incremento della produttività nell'ambito delle ore contrattuali al fine di migliorare l'attività gestionale e progettuale dell'ente. A Scafati invece nel triennio 2008/2009 e 2010 la formula dei progetti obiettivi - secondo la Corte dei Conti - è stata utilizzata per finalità diverse da quelle consentite tra le quali il pagamento delle ore straordinarie e per erogare ai dipendenti somme di denaro non dovute al di fuori di ogni controllo. Alla base di tali progetti non vi sarebbe stato alcuna corretta elaborazione degli obiettivi da raggiungere nè del personale da coinvolgere trasformandosi in una mera distribuzione "a pioggia" di somme di denaro con il solo fine instaurare e mantenere una gestione clientelare senza alcun vantaggio per l'ente con conseguente danno erariale.

LA REGIA DEL SINDACO ALIBERTI - Nella relazione emerge che il sindaco abbia assunto un ruolo importante nella gestione dei fondi intervenendo ed entrando nel merito delle attività gestionali andando ben oltre i suoi poteri. A testimonianza di tale ingerenza pervasiva del primo cittadino nelle competenze gestionali proprie della dirigenza, ci sarebbero la firma dello stesso o la sua sigla anche su tutte le proposte sui "progetti obiettivo" formulate dai capi settori o dirigenti. Inoltre ad avallare la tesi dell'ingerenza della parte politica sulle attività dirigenziali nelle 42 pagine vi è una nota del sindaco datata 2 settembre 2010 inviata a tutti i capi settori in cui si comunicava che per l'anno 2010 i progetti a valere sul fondo salariale dovevano "essere illustrati e discussi direttamente con il Sindaco...".

LE RESPONSABILITA' DI IMMACOLATA DI SAIA NEI PROGETTI OBIETTIVO - Nella vicenda la Procura contabile ha stigmatizzato relazionando principalmente oltre la posizione del Sindaco Pasquale Aliberti anche il ruolo cardine della segretaria comunale Immacolata Di Saia che "nella sua qualità di direttore generale oltre che di segretario generale, presidente del nucleo di valutazione, presidente del collegio per il controllo di gestione e di presidente della delegazione di parte pubblica trattante ha svolto un ruolo di primaria importante nella vicenda".

COLPEVOLI, MA PERCHE'? - La relazione contesta a tutti i 22 invitati a proporre deduzioni una chiara condotta antigiuridica in quanto secondo i procuratori Donato Luciano e Francesco Vitiello è inammissibile pensare che abbiano potuto agire ignorando di violare il dettato normativo "si esclude persino che un soggetto del tutto carente di competenze esegetiche abbia potuto non avere contezza dell'illiceità di un'attivitá che ha consentito di erogare compensi al di fuori di ogni controllo". Dalle ulteriori indagini poi sarebbe emerso che i soggetti interessati avessero la piena consapevolezza che in sostanza la condotta posta in essere fosse finalizzata a distribuire compensi che altrimenti non potevano essere erogati dunque " sono stati fittiziamente creati dei progetti obiettivo al solo fine di incrementare illegittimamente la retribuzione dei dipendenti". Le conclusioni della Corte dei Conti sono chiare e dure, una relazione che darà vita sicuramente ad un dibattito politico accesso tra le parti.

 

 

 

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