Continua la battaglia per salvare gli immobili abusivi dallo’abbattimento. Un nuovo ricorso, stavolta in Cassazione, riguarda il caso specifico dell’abitazione in località Contrapone: lo scopo è quello di portare alla ridestinazione ad uso sociale delle abitazioni edificate senza permesso e successivamente acquisirle al patrimonio dell’Ente. L'idea è di rendere gli abusi terreno fertile per l'housing sociale. Sulla base di questo presupposto, dunque, nei giorni scorsi il Comune ha proposto un nuovo ricorso per la revoca dell’ordine di abbattimento giudiziale dell’immobile in località Contrapone ma di fatto acquisito al patrimonio comunale già dal dicembre del 2002 per il preminente interesse pubblico. Provvedimento analogo era già stato presentato lo scorso 10 marzo. Tuttavia venne respinto dal presidente della Corte d'Appello di Salerno che dichiarò l'inammissibilità. A dare maggior peso ora sono le linee guida per la gestione e la destinazione degli immobili acquisiti al patrimonio comunale discusse ed approvate nel consiglio comunale dello scorso 24 marzo: le pratiche relative agli immobili da demolire saranno sottoposte, progressivamente anno per anno e seguendo l’ordine cronologico, alla valutazione del Consiglio Comunale che verificherà se vi sia interesse pubblico e quindi se si potrà procedere alla loro ridestinazione in alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale. Successivamente, tramite bando pubblico, si procederà all’assegnazione degli immobili con priorità per coloro i quali già abitano gli alloggi previo pagamento di un’indennità di occupazione. Passaggi tecnici, questi, indispensabili per evitare che l’onda degli abbattimenti si ripercuota nuovamente sul territorio cittadino. Ovviamente il regolamento riguarda solo quelle abitazioni che non contrastano con gli interessi ambientali e paesaggistici e che quindi non sorgono in zona rossa.

