E' morto nel 2013 ma continua a chiedere la disoccupazione: stavolta però non si tratta di una truffa ai danni dell'Inps ma di un “omicidio” virtuale messo a segno dall'istituto previdenziale.
Per l'Inps, infatti, il giovane “fu Mattia Pascal” è morto il primo marzo del 2013. Per fortuna, invece, è vivo e vegeto e ha avuto un'occasione d'oro per evadere il fisco e ricominciare tutto dall'inizio. Senza volerlo, era diventato un fantasma.
E' di Castel San Giorgio, ma residente da tre anni a Cava de Tirreni, il 26enne che è resuscitato dal mondo dei giusti qualche giorno fa.
Tutto è iniziato quando il 2013 è morto suo padre: il 26enne e sua madre, così, da Castel San Giorgio decidono di trasferirsi a Cava de Tirreni. La loro difficile situazione economica, lei con una piccola pensione di reversibilità e lui disoccupato, gli rende la vita davvero dura. Ogni anni infatti, la famiglia L., chiede il rilascio dell'attestazione Isee per avere varie agevolazioni sociali e per l'inserimento in iniziative comunali di assistenza. Fin qui tutto normale.
I primi problemi iniziano nel 2015, quando l'uomo fa richiesta del nuovo Isee. Con le nuove normative infatti, la validazione del codice fiscale non viene fatta esclusivamente dal Fisco ma anche dall'archivio anagrafico. Le varie richieste di rilascio vengono tutte scartate e non si capisce il perchè.
Dopo una serie di controlli nei vari enti (INPS – Comuni – agenzia delle entrate) viene fuori che è l’Inps a scartare la richiesta perchè nell’archivio anagrafico unico, il ragazzo risulta deceduto il primo marzo 2013. Addirittura viene fornito al richiedente anche il suo certificato di morte. Insomma, un vero e proprio biglietto per iniziare una nuova vita in un “paradiso fiscale”. Ma il ragazzo decide di restare accanto a sua madre e così, qualche giorno fa, seppur sommerso dalla burocrazia, torna dal “mondo dei morti” e comunica all'Inps l'errore commesso.
Sarà stato uno shock per i dipendenti dell'istituto previdenziale trovarselo allo sportello...


