San Valentino Torio: questa volta è il turno dei due consiglieri sfiduciati Massimiliano Russo e Teresa Vastola che rispondono alle accuse di pressapochismo che gli sono state rivolte dal resto della maggioranza e dal primo cittadino Michele Strianese. Rispondono a quelle accuse in piazza, pubblicamente. “Ci ritroviamo – la prima a parlare è l’ex assessore al Bilancio Teresa Vastola – appena un anno dopo a parlare di crisi amministrativa. Strianese al primo bilancio di previsione hai già il fiatone e perdi pezzi della tua maggioranza. È stata la mia candidatura a permettere a Strianese, dopo due insuccessi consecutive, di diventare sindaco”. Ma non è la prima crisi. La Vastola dichiara che appena dopo le elezioni ci fu un primo momento di dissensi quando il neoeletto sindaco Strianese sceglie arbitrariamente di confermare Ettore De Vivo come direttore della San Valentino Servizi, senza chiedere il parere della sua maggioranza, nomina, secondo la Vastola, imposta da qualcuno al di fuori dell’amministrazione. Anche la scelta degli incarichi dei vari uffici hanno risposto ad un atteggiamento di prepotenza del sindaco. Ed è proprio per l’ufficio ragioneria che nascono i primi contrasti tra Michele Strianese e Teresa Vastola: “Io ho chiesto – continua la consigliera di maggioranza – che Padovano non facesse politica. Ho detto molto chiaramente al sindaco che Padovano era un tecnico e avrebbe dovuto fare il tecnico. Ma Padovano continuava a fare politica. Il 23 maggio scorso il sindaco mi aveva informato che si era recato in Prefettura a Salerno perché avevamo ricevuto una nota per la mancata approvazione dello schema di Bilancio in Giunta. La prefettura ha concesso solo 48 ore per approvare il Bilancio di previsione. Il giorno dopo, in una riunione di maggioranza, ho fatto presente che Padovano non solo non mi aveva informato dell’accaduto ma addirittura non aveva informato nemmeno me. Allora io, in quella stessa riunione ho chiesto che Padovano venisse rimosso dal suo incarico perché non collaborava con nessuno. E tutto ciò era ampiamente noto a tutta la maggioranza. Padovano ha fatto un bilancio in meno di 48 ore. Ma che bilancio può essere? Allora – continua la Vastola –ho protocollato una lettera privata e personale al sindaco e a tutti i consiglieri di maggioranza con la quale informavo che non avrei approvato né firmato alcun documento redatto da Padovano. Ho sempre detto che Padovano avesse troppi impegni, tra i quali anche l’assessorato ad Angri, ma non ho mai parlato di incompatibilità e avrei preferito le sue dimissioni. Ma Padovano si dimette dal suo ruolo di assessore del Comune di Angri. Il sindaco ha fatto una scelta: ha allontanato me e Massimo Russo ma non Padovano. Mi sono chiesta, allora, se Padovano non fosse incompatibile già all’atto della nomina del luglio 2015? E se è così che validità hanno gli atti da lui firmati? Io ho seri dubbi. Mi hanno assicurato che quei documenti sono nulli, non hanno validità giuridica e questo lo voglio dire a tutti i consiglieri che martedì voteranno quel bilancio di Padovano. Anche io in passato ho votato atti di Padovano durante l’amministrazione Luminello e la conseguenza è stata che siamo stati chiamati alla Corte dei Conti a rispondere di danno erariale. Ed è quello che succederà con questo bilancio di previsione. Allora chiedo ai consiglieri di guardare bene quello che votano, di assicurarsi che quell’atto non sia nullo. Non commettete leggerezze!”
Teresa Vastola chiude il suo intervento, prima di passare la parola a Massimiliano Russo, rivolgendosi direttamente a Michele Strianese e chiedendo ancora l’allontanamento di Padovano dall’Ufficio di Ragioneria e la formalizzazione della crisi: “allora potremo discutere di un nuovo bilancio di previsione ma non di quello di Padovano che non è altro che un atto preconfezionato.”
“Nemmeno io – dice Massimiliano Russo – credevo che dopo un solo anno due consiglieri venissero sfiduciati. Avevamo condiviso un progetto che oggi è inammissibile per le scelte del sindaco. Allora o dobbiamo allinearci alle logiche di qualche personaggio di bassa lega o ci tiriamo fuori. Io preferisco stare dentro e mettere a disposizione le mie capacità. Questo doveva essere il nuovo? Un leader non impone un aut aut a due consiglieri di maggioranza perché è una strategia fallimentare. Il leader non perde pezzi. Io sono stato destituito dal mio ruolo di capogruppo consiliare perché creerei malumori e dissensi all’interno della maggioranza. Io ritengo di aver svolto con il massimo rispetto e con massima diligenza il mio ruolo. Noi riteniamo che Padovano non abbia non le competenze ma la validità giuridica. Noi porteremo avanti questa battaglia e volevamo solo discutere per risolvere dei problemi. Oggi però questo paese ha avuto una battuta d’arresto. Martedì vedremo se questa maggioranza reggerà.”


