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Castel San Giorgio. Disabile morì nel crollo di una palazzina, la prescrizione: "Nessun colpevole"

10 Dicembre 2016 Author :  

CASTEL SAN GIORGIO. Undici anni fa era morto nel crollo della palazzina di via Pietro Fimiani della frazione Trivo. Per la morte di Giuseppe Balestrino non ci sono colpevoli dopo che è stato prescritto anche l’ultimo reato di disastro colposo contestato a tecnici e progettisti. La decisione è arrivata nel pomeriggio di ieri dai giudici della Corte di Appello di Salerno: annullate anche le statuizioni civili, che nel giudizio di primo grado variavano dagli 80 ai 100mila euro. A ricorrere ai giudici del secondo grado di giudizio sono stati Carmela Fasolino, che era la progettista dell’ascensore che provocò – sostiene l’accusa – la frana della palazzina, Luigi Fasolino, tecnico comunale, Caterina e Giuseppe Cirillo, titolari dell’impresa esecutrice dei lavori, tutti e quattro condannati in primo grado dal tribunale di Nocera Inferiore a tre anni di reclusione. Poi la prescrizione e adesso resta in sospeso il giudizio davanti al tribunale civile. Era il pomeriggio del 20 giugno 2005 quando, al civico 95 di via Pietro Fimiani della frazione Trivio, si udì un forte boato. In pochi secondi venne giù parte di una palazzina e perse la vita il disabile di 37 anni e sua madre Assunta che lo accudiva. Giuseppe Balestrino morì sul colpo mentre la madre rimase in ospedale per circa due mesi, duranti i quali fu sottoposta a interventi chirurgici per non perdere l’uso delle gambe. Quel crollo, secondo l’accusa, fu provocato dai lavori per l’installazione dell’ascensore che avrebbe dovuto facilitare l’accesso all'abitazione per il 37enne.

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