San Valentino Torio. Maiorano rompe il silenzio: "Dopo l'assoluzione, attendo il processo per abusivopoli"
Indagato per abuso d'ufficio in diversi procedimenti ed a vario titolo, per reati che hanno a che fare on l'abusivismo edilizio, il tecnico comunale Prisco Maiorano, all'indomani della sua assoluzione per abusi in un procedimento di qualche anno fa, e alla vigilia dell'udienza preliminare per decidere sul caso Abusivopoli e sull'eventuale rinvio a giudizio, rompe il silenzio. “Tra breve avrà inizio il processo dibattimentale interessante la famosa abusivopoli di San Valentino Torio con i 38 imputati e con varie ipotesi di reato comprendente anche amministratori ed ex amministratori. Ritengo interessante lo sviluppo del processo che ha avuto un'attenzione molto mediatica ed è importante anche perché, non dobbiamo dimenticare che chi ha denunciato, rendendo informazioni sommarie alle autorità investigative come dalla lettura dell'informativa resa alla pm alla pg del nucleo operativo e della locale stazione dei carabinieri, sono stati fra l'altro un ex sindaco, un ex amministratore dell'amministrazione Luminello. Insomma, chi non è riuscito ad avere ragione delle denunce penali presentate, che hanno portato a risultati non favorevoli alle sue aspettative ed altri personaggi che saranno sicuri testi dell'accusa” spiega Maiorano “Le consulenze tecniche rese dalla CTU evidenziano una preordinata strategia andando oltre la questione tecnica, dando anche sentenze che lasciano presupporre che io sia stato indicato come maggiore imputato nella qualità di responsabile dell'ufficio: attendo che venga eseguito l'iter processuale o quantomeno le fasi salienti iniziali del dibattimento con la presenza dei testi e del pm. Mi auguro così che ci si renda conto di cosa sia successo nelle relazioni del consulente CTU, solo così si potrà esprimere un proprio concetto giornalistico in modo distaccato”. Intanto oggi ci sarà la decisione circa il rinvio a giudizio di tecnici, imprenditori e politici di San Valentino e Striano. Una decisione spesso slittata in Tribunale e da cui si deciderà il futuro di diverse personalità politiche locali. A rischiare il processo, l’ex sindaco di San Valentino Torio Felice Luminello; l’ex vicesindaco Alfonso Vastola; gli ex assessori Teresa Vastola, Michele Napoletano e Massimiliano Russo; il geometra comunale Prisco Maiorano; Andrea Miranda; Michelina Baldi, Antonietta Buono (moglie del vicesindaco Vastola), Eugenio Cardenuto, Antonio D’Ambrosio, Angelo Lanzetta (comandante dei vigili urbani), Aldo Longobardi, Alfonso Martorelli, Antonio Musi; Eugenia Palmarelli, moglie di Luminello; Onofrio Raffone; l’imprenditrice Lucia Serpe (legale rappresentante della Pavimentazioni sas); Raffaele Villani; Giuseppe Vastola tutti di San Valentino. L’ingegnere Nicola Annunziata di Sarno, l’ex segretario comunale Gennaro Basile; Claudio Lettieri di Sarno, direttore tecnico della Pavimentazioni sas); Leonardo Botta di Bracigliano; Domenico Calabria, tecnico progettista e Luigi Mautone di Marigliano (legale rappresentante della De.Sa.Ma. Costruzioni S.r.l.; l’imprenditore ed ex colonnello dell’esercito Giuseppe D’Auria; Aniello Gioiella e Giancarlo Maresca di Nocera Superiore, collaudatore dell’opera di riqualificazione dello stadio; Francesco Caldarelli, tecnico progettista di San Giuseppe Vesuviano; Salvatore Visone di Avellino; Raffaele Villani, il medico di Vastola, reo di aver concesso al politico dei falsi certificati; Giovandomenico Formosa di Roma ma originario di San Valentino; Giovanni Padovano di Angri, dirigente comunale settore economico; Aristide Rendina, sindaco di Striano; architetto Donato Greco; l’imprenditore Francesco Falco; Domenico Sorvillo di Striano.


