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Scafati. Alloggi popolari: vandali nella casa "strappata" al Comune dal clan Ridosso Loreto

06 Febbraio 2017 Author :  

Vandalizzata la casa comunale che per un certo periodo era stata in uso a personaggi del clan Ridosso/Loreto. L'appartamento di proprietà del Comune di Scafati e che secondo il pentito Alfonso Loreto sarebbe appartenuto a Luigi Ridosso e sua moglie, è stato completamente devastato da ignoti. L'immobile fa parte di uno stabile interamente di proprietà comunale ed è sito in una delle traverse di via Martiri D'Ungheria: questa è solo una delle tante rivelazioni fatte dal pentito Loreto che fungono da trait d'union, un filo conduttore tra le vicende politiche e quelle del malaffare. Gli inquirenti dopo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia hanno appurato che il patrimonio comunale era spesso gestito in modo "allegro" dalla macchina amministrativa guidata dall'ex sindaco Pasquale Aliberti, una mancanza di controlli che ha portato a fenomeni di illegalità sia amministrativi che penali. Tutto sarebbe racchiuso anche nella copiosa relazione della Commissione di Accesso che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica. Il retroscena del possesso di Ridosso Luigi di un bene comunale è contenuto nelle decine e decine di pagine stilate grazie alla "cantata" del pentito "Funzin" Loreto, figlio del più noto padre Pasquale, anche lui ex boss pentitosi più volte. "Di fatto il Luigi Ridosso credo nell'inizio del 2015 costrinse la persona che stava in casa, una casa comunale nella traversa vicina al bar...ad andare via per andarci a vivere lui e la moglie....Ho visto personalmente la casa che Luigi aveva ristrutturato..." queste le parole del pentito che hanno dato il via ad una serie di controlli in cui sarebbe emerso che l'intero patrimonio pubblico non era gestito nell'esclusivo interesse della comunità, oltre i casi di occupazione abusiva, erano molti i casi riscontrati nei quali non venivano pagati neanche le quote all'ente, che addirittura in alcuni casi erano di poche decine di euro al mese. Ad esempio nella centralissima via E. Fermi sono state molte le situazioni riscontrate nelle quali è emerso che i beneficiari che occupavano gli immobili comunali avevano accumulato arretrati nei pagamenti del fitto per un totale di migliaia di euro, nuclei familiari che avrebbero dovuto pagare anche solo 20 euro al mese per una casa comunale ed invece nulla. Numerosi occupanti di immobili comunali erano abusivi e sprovvisti dei requisiti per l'affidamento, la situazione era in parte dovuta anche ad un blocco degli sfratti perpretato dall'amministrazione Aliberti attraverso una delibera datata luglio 2015. Eppure negli ultimi mesi del 2014 la Regione Campania aveva dato il via ad una sanatoria per gli occupanti abusivi di cui, a Scafati, non si è mai saputo nulla . Ci sono volute le indagini e i controlli dell'antimafia per riportare ordine e legalità in città sulla gestione del patrimonio comunale, così in molti, volontariamente si sono recati a Palazzo Mayer per consegnare le chiavi degli immobili detenuti abusivamente, mentre altri hanno iniziato a mettersi in regola con i pagamenti . Nel caso segnalato da Loreto Jr, in un primo momento gli inquirenti non sarebbero riusciti ad individuare esattamente quale fosse l'appartamento nella disponibilità di Luigi Ridosso ma gli atti vandalici perpetrati in questi giorni ai danni di un appartamento sito nella traversa indicata da Loreto avrebbero fatto emergere di più sull'immobile. Infatti solo un appartamento era rimasto chiuso protetto da un accesso blindato che non si sa quando né da chi è stato aperto e la casa completamente vandalizzata, anche la porta di ingresso è stata divelta, portati via anche gli infissi e quanto possibile, il resto distrutto. Attualmente a protezione dell'appartamento rimasto vuoto vi sono solo alcune toghe di legno. Nessuno si era accorto che l'immobile era nelle mani dei Ridosso? Come i Ridosso intendevano regolarizzare il possesso dell'immobile? Perchè ci fu il blocco degli sfratti e la mancata adesione alla sanatoria? Come mai anche altri immobili erano occupati da nuclei familiari senza titoli e in alcuni casi anche pregiudicati ? Perché nel tempo si erano accumulati migliaia e migliaia di euro di debito che erano una mancata risorsa dell'ente, un ente che non navigava in una buona situazione economica? Chi doveva controllare? Queste ed altre le domande che si pongono in tanti, inquirenti o cittadini che siano . Come sempre solo il tempo che accompagna le indagini della magistratura darà le giuste e dovute risposte, nel frattempo un dato è certo: qualcosa, nella gestione del patrimonio comunale, non funzionava correttamente e una parte della politica poteva averne le colpe.

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